Una scena classica di Silent Hill! No, aspetta...

E allora ditelo. Ditelo che dobbiamo vederle tutte prima di finire nella tomba. È notizia di oggi che uno dei videogiochi che hanno scritto la storia dei survival horror tutti, cioè il primo e nebbioso Silent Hill, sia pieno zeppo di “citazioni” talmente improbabili da risultare impossibili. E no, non ci stiamo riferendo ai nomi delle maestre della Midwich Elementary School (che, per la cronaca, sono quelli dei membri dei Sonic Youth). E no, non ci stiamo riferendo nemmeno al Metropol Theater, che manco a farlo apposta è quello che si vede nel film “Demoni” diretto da Lamberto Bava e prodotto (e sceneggiato) da Dario Argento. Non sia mai. Queste, del resto, sono faccende di pubblico dominio ormai da anni.

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"Dieci anni? Ma dai, dicevo le minchiate, vi pare?!"

Per i videogiocatori il CES di Las Vegas è stato un vero e proprio fallimento: per settimane si sono rincorse voci relative alle future console da salotto di Sony e Microsoft, che avrebbero dovuto debuttare (sotto una qualche forma) proprio alla kermesse californiana. Così non è stato e le voci si sono rivelate, abbastanza prevedibilmente, essere semplicemente delle speranze. Puntualmente disattese. Non solo: secondo quanto riportato dal Wall Street Journal oggi, Kaz Hirai, in procinto di diventare Capo di Mondo di Sony, ha respinto ogni possibilità che PlayStation 4 possa diventare protagonista del prossimo E3.

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Super NES

Riuscite a riconoscerlo anche così?

Il retrogaming è una solida realtà da un bel po’ di tempo, ma le sue numerose sfaccettature vengono raramente esaminate nel dettaglio dalla stampa specializzata. Nella maggior parte dei casi, a onor del vero, il retrogaming ‘pratico’ passa per l’utilizzo degli emulatori che consentono di riprodurre il comportamento delle vecchie console su Windows, OS X, Linux e compagnia bella: una soluzione che, oltre a porre il dilemma morale legato alla legalità delle ROM (copie su file delle cartucce originali, per i non iniziati), si distanzia in maniera piuttosto netta dall’esperienza ‘reale’, ovvero quella vissuta su un divano opportunamente posto di fronte a un televisore (possibilmente CRT) e con un controller originale in mano, chiaramente collegato a una console d’epoca altrettanto originale e fornita di giochi egualmente originali. Va detto che macchine come Super NES, Mega Drive e via dicendo sono reperibili nella maggior parte dei casi con una spesa minima, seppure in condizioni raramente perfette. Altre console, invece, richiedono un esborso monetario tutt’altro che irrisorio, in particolar modo se si desidera installare in salotto una macchina dalla diffusione più o meno limitata, o una appartenente a un passato davvero remoto, o magari un’edizione per un motivo o per l’altro speciale di un determinato hardware da gioco. Com’è ampiamente risaputo, però, la tecnologia moderna è una gran bella cosa e sta venendo in aiuto, da qualche tempo a questa parte, agli amanti del retrogaming. Come? Con una serie di ‘cloni’ di vario genere, dei quali andremo in questa sede a esporre qualche gradevole esempio.

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L’illustrazione qui sopra è relativa all’edizione per DS, mentre qui sotto parliamo di quella per 3DS. Ma tanto cambia poco.

Difficile dimenticarsi di Animal Crossing. Difficile anche, se non soprattutto, perché da qui a qualche mese (o “da qui alla fine dell’anno”, che suona più credibile) ne arriverà uno tutto nuovo per 3DS. Tutto nuovo per modo di dire, chiaro, perché stiamo parlando di una serie che è l’emblema dell’immobilismo & dell’immobilità. E visto che un nuovo Animal Crossing è all’orizzonte, e visto e considerato quello che Animal Crossing ha rappresentato per una buona metà della redazione di One|Game|Papavero, è normale che i radar siano puntati in direzione di Kyoto. Se Eguchi, Tezuka e soci trasmettono qualcosa, noi qui da queste parti siamo pronti a riceverlo.

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"Ciao, sono un logo non ufficiale ma abbastanza credibile!"

“Sento di avere una milza nel cervello”, diceva un tizio che se fai troppo il serio ti fa anche incazzare. Ken Balough, Digital Brand Manager di Sega of America, invece tiene due belle code da volpe sulle guance, risultato antiestetico (oltre che probabilmente tossico e deprimente per la cute) di una barba rasata ad arte e qualche colorante. Intervenuto presso gli uffici di GameSpot, Ken ha scelto un metodo tutto suo e tutto discutibile per introdurre al pubblico la grande, abnorme, novità che Sonic the Hedgehog 4 Episode II porterà seco. Esatto, arriva pure Miles “Tails” Prowler. Che basterebbe scrivere “Tails”, ma il nome completo è talmente ignobile che val la pena ricordarlo ogni volta che se ne presenta la possibilità.

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"All I wanted from Christmas was an Avenger Controller"

C’è una storia natalizia bellissima, che arriva a ridosso del Natale e se anche il Babbo è già passato, ce la facciamo andare bene lo stesso. Perché, lo abbiamo già detto?, è bellissima. La storia è quella di due controller da giocatori davvero professionisti, ordinati da un appassionato a stelle e strisce sullo shop online dell’etichetta che produce e vende i due controller. Controller che, però, tardano ad arrivare, nonostante siano già stati pagati integralmente. E allora nasce e si evolve la bellissima (detto?) fiaba natalizia che grazie a Penny-Arcade ha trovato una sontuosa fine.
Arriviamo un po’ tardi, okei, perché la vicenda ha già fatto il giro dell’internet che conta, quello che fa i trend su Twitter e via andando. Però c’è sempre la possibilità che qualcuno, come questa gente triste di One|Game|Saracinesca, se la sia persa. E allora vale la pena bersela tutta d’un fiato a questo link (e non perdetevi il fondamentale aggiornamento!).

Iwata-san in diretta col quado svedese

Gli schiaffi fanno bene a Nintendo. D’altronde, come si diceva un tempo in cui si badava di più al sodo: “ora te ne do un paio così piangi per qualcosa”. A ben vedere Nintendo non ha mai pianto sul 3DS versato, come ogni società quotata in borsa non poteva farlo. Non prima di avere, a suo parere, posto rimedio alla cosa. Quindi, dopo aver tagliato con l’accetta il prezzo la scorsa estate, ha ricominciato a lavorare. O meglio: ha cominciato a lavorare sul 3DS. Da queste parti la console col 3D ha avuto un glorioso autunno e uno splendido Natale, tra giochi, messaggi animati, finalmente un po’ di roba da scaricare, nuovi puzzle da scambisti e grotte infuocate da debellare a colpi di Palletta (solo terzo livello lei, viene dura, ma vabbé).
Gli schiaffi hanno fatto talmente bene che ora si parla di quattro milioni di console vendute in anticipo sui tempi, cioé sui “secondi tempi”, ovvero sulla seconda previsione, quella fatta quando le manate stavano già volando in formato rosario, come direbbe un Enzo Braschi di tanti secoli addietro. Gli schiaffi hanno fatto talmente bene che per il post-cenone Natalizio, Iwata ha preparato una puntata inattesa di quella che potrebbe diventare un’apprezzabile abitudine, il riferimento è a Nintendo Direct. Poche ore fa in Giappone è andato “in onda” una registrazione di 70 minuti in cui il presidentissimo ha spiegato alla sua patria cosa aspettare dal 3DS (e, in misura molto minore, dal Wii) nei prossimi mesi.

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