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Archivio dell'autore: Shrapnel

Due personaggi, un lui e una lei, devono incontrarsi e stringersi di amore: One and One Story

Perdonerete il ritardo e l’assenza: da due giorni One|Game|Seneca non propone la sua “notizia del giorno”. Ma solo perché siamo stati impegnati, in particolar modo a organizzare questa piccola ma, si spera, gustosa intervista a Mattia Traverso. Chi sarebbe Mattia Traverso? Domanda lecita: trattasi di tizio caio che, guarda un po’, ha partecipato con la sua piccola ma sontuosa (nell’animo e mica solo lì) produzione all’Independent Games Festival 2011. Si fosse limitato a partecipare, avremmo anche potuto chiudere un occhio, ma invece no. Ha deciso di fare il gradasso, pensa te, e addirittura di entrare nel novero degli otto partecipanti che potranno mettere in bella mostra le loro creature in occasione della Game Developers Conference del prossimo marzo a San Francisco. Insomma: in soldoni Mattia Traverso ha vinto e con lui, ovviamente (“l’Italia intera”? No, dannati tossici delle citazioni, no) One and One Story, il suo gioco. Un gioco fatto di ritmi, tempi e modi lievi, che non possono non riportare alla mente Braid (e ci spiega lui perché nelle righe che seguono), ma che hanno anche e soprattutto una propria identità. Vi consigliamo di spararvi giù per il gargarozzo questo One and One Story, attraverso le pagine di Armor Games, e quindi di sorbirvi pure l’intervista che andiamo tosti a incollare. E ci si scusi per i ritardi e le assenze, giustificate.

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Super NES

Riuscite a riconoscerlo anche così?

Il retrogaming è una solida realtà da un bel po’ di tempo, ma le sue numerose sfaccettature vengono raramente esaminate nel dettaglio dalla stampa specializzata. Nella maggior parte dei casi, a onor del vero, il retrogaming ‘pratico’ passa per l’utilizzo degli emulatori che consentono di riprodurre il comportamento delle vecchie console su Windows, OS X, Linux e compagnia bella: una soluzione che, oltre a porre il dilemma morale legato alla legalità delle ROM (copie su file delle cartucce originali, per i non iniziati), si distanzia in maniera piuttosto netta dall’esperienza ‘reale’, ovvero quella vissuta su un divano opportunamente posto di fronte a un televisore (possibilmente CRT) e con un controller originale in mano, chiaramente collegato a una console d’epoca altrettanto originale e fornita di giochi egualmente originali. Va detto che macchine come Super NES, Mega Drive e via dicendo sono reperibili nella maggior parte dei casi con una spesa minima, seppure in condizioni raramente perfette. Altre console, invece, richiedono un esborso monetario tutt’altro che irrisorio, in particolar modo se si desidera installare in salotto una macchina dalla diffusione più o meno limitata, o una appartenente a un passato davvero remoto, o magari un’edizione per un motivo o per l’altro speciale di un determinato hardware da gioco. Com’è ampiamente risaputo, però, la tecnologia moderna è una gran bella cosa e sta venendo in aiuto, da qualche tempo a questa parte, agli amanti del retrogaming. Come? Con una serie di ‘cloni’ di vario genere, dei quali andremo in questa sede a esporre qualche gradevole esempio.

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Tetris (Game Boy)

"From Russia with Fun!": quelli sì che erano bei tempi...

Tetris è ormai in giro da un bel pezzo, e non sembra aver nessuna intenzione di andare via. Non vediamo perché dovrebbe, tra l’altro, visto che è ancor oggi divertente e geniale, e provoca in molti casi una certa assuefazione. Proprio oggi, guarda caso, è giunto nel negozio digitale di Nintendo l’adattamento in formato Virtual Console del primissimo Tetris per Game Boy, ovvero il gioco che ha trascinato a forza la console Nintendo nelle case di milioni di giocatori e ne ha in parte decretato il successo immediato. Tetris è sempre stato una calamita per videogiocatori, c’è poco da fare, e Henk Rogers di The Tetris Company lo sa benissimo. Il buon Henk, intervistato da un sito specializzato, ha infatti affermato che quello che Tetris sta attualmente vivendo non è un semplice revival dovuto alla nostalgia, ma un autentico nuovo inizio, con tanto di sbarco nel dorato mondo del merchandising.

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Chris Avellone

Attenti, giocatori dal braccino corto: Chris Avellone vi tiene d'occhio!

Quello di Obsidian Entertainment è un marchio rispettato dalla concorrenza, generalmente ben voluto dai giocatori e addirittura adorato da alcune particolari fasce di utenza. La compagnia, d’altra parte, è nata nel 2003 dalle ceneri degli studi Black Isle e ha quindi avuto quasi automaticamente, sin dai suoi primi vagiti, un seguito tutt’altro che indifferente, nonché consolidato nel corso degli anni grazie a una serie di fortunati titoli di stampo ruolistico e alle non indifferenti capacità dei padri fondatori del marchio. Questi ultimi rispondono ai nomi di Feargus Urquhart, Chris Parker, Chris Jones, Darren Monahan e Chris Avellone, ed è stato proprio quest’ultimo a rilasciare di recente un’intervista che non ha mancato di far vacillare la fede dei meno ortodossi e integralisti tra i fan di Obsidian. Ma facciamo un passo indietro.

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3DS

Un articolo su PS Vita con un 3DS in apertura: siamo i maestri della controversia!

La tecnologia avanza, la programmazione fa passi da gigante, l’efficienza acquisisce un valore sempre maggiore in campo informatico e i risultati, per noi utenti, sono solitamente una gran pacchia. Se avete un 3DS, o avete almeno avuto il piacere di provarne uno per qualche tempo, avrete indubbiamente utilizzato una delle funzioni più comode tra quelle messe a disposizione dalla console Nintendo; una funzione probabilmente resa possibile da un’accorta programmazione del sistema operativo della macchina e da un’oculata allocazione delle risorse disponibili, il che si è tradotto nella possibilità di mettere in pausa il gioco con il quale ci si sta misurando e accedere al browser della console. Una funzione che, descritta così, per sommi capi, potrebbe anche sembrare una stupidaggine da poco conto, ma la cui utilità non tarda a palesarsi quando si affrontano giochi di un certo spessore. State scorrazzando per le lande di Ocarina of Time 3D e non sapete quale dovrebbe essere il vostro prossimo passo? Nessun problema: premete il pulsante Home, lasciate che il gioco passi in secondo piano, aprite il browser e fiondatevi sul vostro sito di FAQ preferito per avere una dritta. In breve: una comodità non da poco.

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Apertura

SqAUre Enix? Qualcuno nel reparto grafico non supererà la nottata...

Il buon Magiustra, che sa indubbiamente il fatto suo, scriveva qualche giorno fa su queste stesse pagine del nuovo corso intrapreso da (una fetta di) Nintendo con Kid Icarus per 3DS. Un corso edificato sulle basi di quanto fatto in tempi recenti da Level 5, che sembra aver trovato una strada perfetta per uscire dalla crisi in cui versa l’intero mercato nipponico dei videogiochi. Bei titoli, innanzitutto, e contaminazioni a manetta: si costruisce un gioco e gli si affianca una serie animata, o un lungometraggio, o un manga, e si va dritti dritti a titillare in un sol colpo più passioni tra quelle considerate ‘classiche’ per il pubblico giapponese. Ebbene, dopo Nintendo arriva un altro marchio a emulare le gesta di Level 5, e anche in questo caso non si parla di un marchio da poco. Tutt’altro, visto che si tratta di Square Enix.

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Putty Squad

La gelatina blu di System 3 torna finalmente sugli schermi. Ne sentivate la mancanza?

System 3 è stata una delle migliori software house in assoluto nel corso dell’epoca d’oro degli home computer a 8 e 16 bit, e questo è innegabile. La compagnia di stanza nella vecchia Inghilterra, fondata agli albori degli anni 80 da Mark Cale, ha infatti inanellato un’invidiabile serie di successi di critica e pubblico a partire dalla sua nascita e sino alla sua caduta nell’oblio, avvenuta nei fatidici anni 90. System 3 non è morta, però: ha cambiato nome un paio di volte, e a dirla tutta ha cambiato anche faccia, ma ha continuato a vivere ai margini del mercato fino ai nostri giorni, specializzandosi di recente in simulazioni di guida su licenza. E l’anno prossimo, udite udite, System 3 compirà la bellezza di 30 anni.

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