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Archivio dell'autore: magiustra

Non potevamo non farlo, pardon

Tempo addietro, sulle bigie pareti del carcere di NeoGAF un anonimo sviluppatore di videogiochi AAA scribacchiò una cosa del genere: «Ci sono stati dei licenziamenti anche in Neversoft. E ci sono anche voci che vogliono Luxoflux sul punto di chiudere. Sono tempi schifosi e i miei amici stanno perdendo i loro lavori. Buona fortuna a tutti noi… Detto questo, il funzionamento dell’industria dei videogiochi si è completamente ribaltato. Una rivoluzione tale non poteva non portarsi dietro delle vittime. Massimo rispetto per chi è riuscito a capire prima degli altri le nuove regole del gioco e a cavalcare l’onda, quella del casual, di Facebook e compagnia. Io non ci voglio proprio tornare in quella discarica che è lo sviluppo di giochi per console. Si fanno turni di lavoro massacranti su un progetto importantissimo, si vende un buon numero di copie e poi si viene liquidati». Che il lavoro in un team di sviluppo di quelli mediogiganti (o anche solo giganti) possa trasformarsi in un inferno lo sappiamo un po’ tutti. Lo abbiamo anche scritto da qualche parte qui su One|Game|Sinatra, tra l’altro, in un passato più o meno remoto (tipo qui). E, per averne un’ulteriore conferma, basta prestare un minimo d’attenzione a tre storie diverse ma anche no.

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Funhouse su 3DS? Qui da noi? E tra un mese? Troppa grazia.

Aggiornamento rapido e veloce per One|Game|Besciamella, oggi, visto che il crollo (o presunto tale) di THQ ci pareva una roba troppa grossa per poterla maneggiare a dovere. Se volete leggerne, comunque, potete buttare un occhio a questo pezzo qui.

Scavalcata la faccenda THQ e il Crollo dei Giganti, si resta un po’ con il cerino in mano. Ma anche no. Perché proprio a metà della settimana scorsa sui radar di One|Game|Papavero è stata individuata la confezione di un gioco per 3DS che mai e poi mai avremmo pensato di vedere. La confezione è quella incollata qui da qualche parte e, a una prima e distratta occhiata, non sembra niente di speciale. Lo sanno tutti gli appassionati di flipper elettronici, infatti, che Pinball Hall of Fame: The Williams Collection su 3DS c’è, eccome. C’è, ma solo negli Stati Uniti, dove questa raccolta di tavoli che hanno fatto la storia dei flipper tutti è stata pubblicata subito dopo il lancio della nuova console da passeggio di Nintendo. Ma caso vuole che il 3DS sia una macchinetta “region locked”. Che, sia detto per i profani, vuol dire che i giochi in versione a stelle e strisce non funzionano sulle console europee e su quelle giapponesi (e quindi, per la proprietà transitiva…). Tradotto: qui da noi i flipper della Williams su 3DS non li abbiamo visti e non li abbiamo potuti giocare, anche perché l’editore (Crave Entertainment) si è messo a ridere, quando qualche appassionato ha provato a chiedere notizie di un’edizione europea.

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Una scena classica di Silent Hill! No, aspetta...

E allora ditelo. Ditelo che dobbiamo vederle tutte prima di finire nella tomba. È notizia di oggi che uno dei videogiochi che hanno scritto la storia dei survival horror tutti, cioè il primo e nebbioso Silent Hill, sia pieno zeppo di “citazioni” talmente improbabili da risultare impossibili. E no, non ci stiamo riferendo ai nomi delle maestre della Midwich Elementary School (che, per la cronaca, sono quelli dei membri dei Sonic Youth). E no, non ci stiamo riferendo nemmeno al Metropol Theater, che manco a farlo apposta è quello che si vede nel film “Demoni” diretto da Lamberto Bava e prodotto (e sceneggiato) da Dario Argento. Non sia mai. Queste, del resto, sono faccende di pubblico dominio ormai da anni.

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L’illustrazione qui sopra è relativa all’edizione per DS, mentre qui sotto parliamo di quella per 3DS. Ma tanto cambia poco.

Difficile dimenticarsi di Animal Crossing. Difficile anche, se non soprattutto, perché da qui a qualche mese (o “da qui alla fine dell’anno”, che suona più credibile) ne arriverà uno tutto nuovo per 3DS. Tutto nuovo per modo di dire, chiaro, perché stiamo parlando di una serie che è l’emblema dell’immobilismo & dell’immobilità. E visto che un nuovo Animal Crossing è all’orizzonte, e visto e considerato quello che Animal Crossing ha rappresentato per una buona metà della redazione di One|Game|Papavero, è normale che i radar siano puntati in direzione di Kyoto. Se Eguchi, Tezuka e soci trasmettono qualcosa, noi qui da queste parti siamo pronti a riceverlo.

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Sembra un Prinny ma non è

Le stelle si allineano, i pianeti si mettono in riga per due e le software house giapponesi si ammucchiano. Si ammucchiano e diventano cose diverse da quelle che erano prima, ovvio. Si arriva quasi al punto di non riconoscerle più. Per dire, quella macchiolina sotto la suola dello stivale di cuoio di Konami è proprio l’ape di Hudson. O, meglio, quello che ne rimane. Poi, ovvio, per gente che ha assistito all’incestuoso matrimonio tra Square e Enix (o tra Namco e Bandai) è robetta. Come è robetta la fusione parziale e momentanea tra Intercept e Marvelous AQL (che a sua volta è un’idra a tre teste: Marvelous, AQ Interactive e Liveware), impegnate a mettere assieme un nuovo videogioco per 3DS che sì, vogliamo crederci.

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Fabbrica

Dal produttore al consumatore.

E vallo a sapere come fanno i Miyamoto, i Kojima e i Sid Meier a sviluppare i “loro” videogiochi. Capita raramente che gli sviluppatori si mettano a parlare dei mesi e degli anni passati a lavorare su un progetto piuttosto che sull’altro. E, quelle poche volte che lo fanno, di solito si trincerano dietro a frasi di circostanza, ovvietà e, se proprio, a un minimo di amarcord. A meno che non siano passati due decenni, ovvio, allora le cose cambiano (come ben sanno gli abbonati a Retro Gamer) Le cose vanno anche peggio se si prova a citofonare ai piani alti delle sedi di Nintendo, Square Enix e delirante compagnia. Di solito manco ti rispondono. E, comunque, quando lo fanno non te lo vengono mica a dire come fanno a svilupparli, i loro giochini. Non ti dicono come li sviluppano e non ti dicono nemmeno come li fabbricano. Poi, ovvio, noi si è gente con un’immaginazione tutta frizzi & lazzi. E quindi, dopo aver raccolto un po’ di testimonianze a caso (tipo quella, storica, della sposine di EA piuttosto che le urla disperate dei disgraziati finiti nel gorgo Rockstar), ci è venuto facile fare due più due e arrivare alla conclusione che sviluppare & fabbricare un videogioco deve essere (o può essere) un vero e proprio inferno. Vai a sapere se è sempre stato così. Quello che è sicuro è che, tanto tempo fa, le Nintendo e le Enix almeno ci provavano a spiegare agli appassionati di videogiochi come si costruiva un giochino (Nintendo, con gli “Iwata Chiede”, a dirla tutta continua a farlo). E ci provavano a modo loro, ovviamente, cioè con dei librettini mica male che un archivista improvvisato, tale Chris Covell, ha pensato bene di rimettere in circolazione abusando di infernet e di uno scanner.

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Street Fighter IV: 'na robetta da nulla

Una mezzaluna dopo l’altra, è stato un attimo ritrovarsi nel 2011. Nel 2011 e circondati da una mezza infinità di picchiaduro a incontri. Che, pare strano e parrà ancora più strano, al momento attuale sono sul popolare andante. Non siamo ai livelli da copisteria universitaria del post Street Fighter II, chiaro, ma poco ci manca. Addirittura il 3DS, l’ultima delle console arrivate a far danni, vanta già una line-up bella cicciotta nella sezione “botte da orbi”: Super Street Fighter IV 3D Edition, Dead or Alive: Dimensions, Blazblue: Continuum Shift II e, appena dietro l’angolo, pure un Tekken tanto per gradire. Detto che sicuro come l’oro ci stiamo dimenticando almeno un altro paio di giochi in arrivo e/o arrivati, oseremmo affermare che sì, i picchiapicchia vanno. Quale momento migliore, quindi, per evocare il papà dei picchiapicchia tutti? Detto, fatto: quelli di 1UP sono andati a bussare alla porta di Archer MacLean e hanno provato a intervistarlo. Fallendo miseramente, purtroppo, visto che il programmatore e game designer che mise su International Karate (pure il +) per Commodore 64 era in altre faccende affaccendato. Detto tra noi, ci piacerebbe anche sapere quali. Digressioni, comunque, perché vista e considerata l’indisponibilità di MacLean, quelli della cricca di 1UP hanno ripiegato su un altro pezzo da novanta della scena dei picchiaduro, cioè Takashi Nishiyama.

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