Tetris a consumo?

Tetris (Game Boy)

"From Russia with Fun!": quelli sì che erano bei tempi...

Tetris è ormai in giro da un bel pezzo, e non sembra aver nessuna intenzione di andare via. Non vediamo perché dovrebbe, tra l’altro, visto che è ancor oggi divertente e geniale, e provoca in molti casi una certa assuefazione. Proprio oggi, guarda caso, è giunto nel negozio digitale di Nintendo l’adattamento in formato Virtual Console del primissimo Tetris per Game Boy, ovvero il gioco che ha trascinato a forza la console Nintendo nelle case di milioni di giocatori e ne ha in parte decretato il successo immediato. Tetris è sempre stato una calamita per videogiocatori, c’è poco da fare, e Henk Rogers di The Tetris Company lo sa benissimo. Il buon Henk, intervistato da un sito specializzato, ha infatti affermato che quello che Tetris sta attualmente vivendo non è un semplice revival dovuto alla nostalgia, ma un autentico nuovo inizio, con tanto di sbarco nel dorato mondo del merchandising.

Roger Dean

Roger Dean: l'artista più amato dai possessori di Amiga.

Gli oggetti da collezione collegati a Tetris includono e includeranno giochi da tavolo, giochi di carte, poster in formato gigante, tazzone per il caffè all’americana e il cappuccino, gioielli, capi d’abbigliamento e molto altro. The Tetris Company ha persino ripescato dal suo glorioso passato il noto illustratore Roger Dean, famoso per le copertine dei dischi degli Yes e (nel nostro ambiente, perlomeno) per quelle dei giochi targati Psygnosis, per fargli disegnare una nuova versione del logo di Tetris e per farsi dare una mano nella realizzazione del merchandising di cui sopra. Rogers ha inoltre affermato di aver sempre voluto debuttare in questo settore con il marchio di Tetris, ma di aver sempre posticipato – per un motivo o per un altro – l’operazione: è però convinto che questo sia il momento giusto per dare una nuova spinta a Tetris, a dispetto delle ipotetiche difficoltà legate a un’azione di questo tipo.

T-Shirt

Occhio, giovinotti e giovinotte: una maglia come questa potrebbe cambiarvi la serata!

Quali difficoltà, vi chiederete? È presto detto: Tetris non ha una storia, non ha un protagonista, non ha personaggi secondari, non ha niente di niente. Ha soltanto dei blocchi colorati da incastrare nella miglior maniera possibile, e questo è quanto. Rogers non crede, però, che questo sia un vero limite: ritiene infatti che i blocchi del gioco creato nell’Unione Sovietica del 1984 siano ormai un’icona popolare, e che qualsiasi blocco colorato venga automaticamente associato a Tetris dalla maggior parte delle persone che hanno visto almeno una volta il gioco in azione. Rogers crede addirittura che, nel caso specifico dei capi di abbigliamento, i riferimenti a Tetris aiuteranno a socializzare. Una felpa potrà anche avere degli elementi soltanto lontanamente legati ai blocchi del gioco, ma un giocatore abituale di Tetris ne individuerà immediatamente l’origine e potrà avvicinarsi a chi indossa la felpa riconoscendolo come un altro giocatore e, magari, avviando una conversazione. Wow!

Il dinamico duo!

Il dinamico duo: Henk Rogers, a sinistra, e Alexey Pajitnov, sulla destra.

Dopo aver chiacchierato di maglie, tazze e oggettistica assortita, Rogers ha finalmente parlato anche di videogiochi. Incredibile! Sarcasmo a parte, il buon Henk pensa che quella di Angry Birds e dei suoi emuli sia una moda passeggera: la gente prima o poi si stuferà di uccelli incazzati e maiali ghignanti e tornerà al suo primo amore, ovvero Tetris. Se il gioco di origine sovietica è ancor oggi in cima a tutte le classifiche, del resto, non lo si può di certo definire una semplice moda, spiega ancora Rogers. E in un certo senso sarebbe anche difficile dargli torto, se non portasse come esempio il recente rilancio del gioco sulle piattaforme mobili. Il che ci porta a parlare, tanto per cambiare, di Electronic Arts.

ET

Crash? Crash!

La compagnia statunitense ha infatti recentemente sostituito la vecchia versione di Tetris disponibile sull’App Store di Apple con un nuovo adattamento rivisto e corretto sotto numerosi aspetti, due dei quali sono – a detta di Electronic Arts – a dir poco rivoluzionari. Il primo è una nuova modalità di gioco nella quale il buon vecchio Tetris, in pratica, si gioca da solo. No, sul serio: vedere per credere. È ovviamente disponibile anche l’immancabile modalità classica, dotata del solito sistema di controllo e di tutto ciò che ne consegue, ma è lo stesso Rogers a magnificare l’eliminazione di pulsanti multipli, complessità assortite e difficoltà insormontabili dalla struttura di un gioco che di tali elementi ha sempre fatto il suo cuore pulsante. E va bene, pazienza. Ce ne vorrà sin troppa, però, per digerire l’altra grande innovazione introdotta da Electronic Arts nel nuovo Tetris per iOS, ovvero… un sistema di abbonamento (mensile o annuale) studiato per consentire agli utenti di ottenere contenuti aggiuntivi e avanzare più rapidamente nella scalata alle classifiche del gioco. Dopo la diffusione della notizia, i più pessimisti tra gli appassionati di videogiochi hanno iniziato ad avvertire in lontananza l’inconfondibile e acre odore di un secondo grande crash del settore. Incrociamo le dita e speriamo bene…

4 commenti
  1. Tetris: Un nome, una garanzia.

  2. kenobit ha detto:

    Il from russia with fun in copertina me l’ero dimenticato.

  3. Jacopo Dega ha detto:

    http://alifewellwasted.com/2010/06/23/episode-six-big-ideas/
    Mi permetto di segnalare questo episodio di “A life well wasted” contenente una lunga e bellissima intervista a Henk Rogers. I suoi giri per il mondo a caccia dei diritti di Tetris, i milioni e quando la vita ti manda affanculo.

    Fantastico blog. Vi seguo da tempo con grande interesse.

  4. Shrapnel ha detto:

    Grazie mille per la segnalazione. Il Magiustra, che notoriamente sa tutto, era probabilmente già al corrente di questo video, ma a me era sconosciuto. =)

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