Impariamo a leggere con i videogiochi

1001 videogiochi da giocare prima di finire nella tomba: ma che bei giochini!

E se dramma deve essere, questo Natale, che dramma sia. Gli appassionati di videogiochi, golosi per natura, si sono ormai pappati tutto quello che si potevano pappare. Dagli Zelda agli Skyrim, dai Super Mari ai Call of Duty, dai Rayman (no, questi pare li abbiano avanzati) agli Uncharted. E ora, ecco il dramma: cosa diavolo si regala a un appassionato di videogiochi che i videogiochi, a tredici giorni tredici dal Natale, se li è già comprati tutti? La prima idea (giusta) sarebbe quella di ripiegare su qualche roba per DS pubblicata di recente, roba che per ovvi (ovvi?) motivi nessuno (o quasi) ha degnato di uno sguardo. Una cosa tipo Aliens: Infestation, per esempio, tanto male non può fare. Ma ancora meglio sarebbe/è seguire l’illuminato consiglio della redazione raminga di One|Game|Ostrica. Che, ancora ancorata ai diktat di “Impariamo a leggere con Topolino”, si prende la briga di suggerirvi dei libri di videogiochini che più belli non ce n’è. O quasi, perché “Game Over” di David Sheff resta una roba fuori parametro (assieme a tanta altre pubblicata in un passato più o meno remoto). Per andare sul sicuro, e anche per farla breve, abbiamo quindi deciso di puntare su tre tomi relativamente “recenti”. Così si evita l’altro dramma, quello del “Ce l’ho già”.

La copertina dell'edizione italiana di "1001 Video Games bla bla bla". Pubblica Atlante

Il primo dei tre libri è anche il più pesante in assoluto. Più per via del numero di pagine che per altro, beninteso. Si intitola “1001 Video Games You Must Play Before You Die”, è pubblicato da OctopusBook (www.octopusbook.com) e lo trovate un po’ ovunque, da Amazon a Play.com. Si tratta di volume enciclopedico che, come suggerisce il titolo, ha l’ambizione di mettere in buon ordine, tutti in riga e in fila per due, i milleuno videogiochi che dovreste proprio giocare prima di fare un salto nella tomba. Detto tra noi, è una roba bellissima. Il volumone, che sistemato su una mensola a caso rischia di farla rovinare a terra tanto è massiccio, è stato curato da Tony Mott, illuminato frate amanuense già editor di Edge (hai detto niente, hai detto). L’introduzione, invece, è stata scritta da Peter Molyneux. E quindi l’abbiamo saltata a piè pari, per un sacco di motivi diversi. Tutti legittimi, tra l’altro. Comunque, impaginato nel classico stile chirurgico/asettico di Edge, “1001 Video Games You Must Play Before You Die” è un gran bel leggere. E anche un gran bello spulciare, sfogliare, ricordare, bacio, lettera e testamento. Dai classiconi degli anni Ottanta che o c’eravate o mica potete capirli (i Donkey Kong, i Super Sprint e i Robotron 2084) a quelli degli anni Novanta (PaRappa the Rapper, Super Punch-Out!! e NBA Jam, ma giusto per fare tre titoli a caso) c’è di che affogare nella nostalgia dei tempi che furono. Poi, ovvio, a chi piace anche solo guardare dietro l’angolo i lacrimoni verranno pure leggendo di San Andreas e Peggle. Pero, bof, insomma… In effetti il problema (uno dei due, a dirla tutta) del volume è più che altro legato a una questione temporale. Nel senso che è facile mettere giù un librone simile con i pezzi da novanta dei tempi andati, anche perché hanno fatto la storia. Molto più difficile è individuare i giochi recenti destinati a restarci, nella storia di cui sopra. Pac-Man e Space Invaders saranno per sempre dei classiconi da giocare in barba alla Grande Mietitrice. Max & the Magic Marker, invece, tra qualche anno non se lo ricorderà più nessuno. Insomma, il libro funziona più sulle cose vecchie che su quelle nuove. E sia. Altro difetto è che le schede di alcuni giochi non sono accompagnate da immagini. E questo è male. Ciò non toglie che “1001 Video Games You Must Play Before You Die” rimanga consigliatissimo. Nel caso l’inglese non vi piaccia, sappiate inoltre che in giro c’è pure l’edizione in italiano, curata da Andrea Dresseno e pubblicata da Atlante con il titolo “1001 Videogiochi da non perdere”.

Alle origini di Nintendo, tra passeggini e giocattoli

Il secondo volume che vi consigliamo è una vera e propria delizia Nintendosa e, in quanto tale, una sorta di repellente per le armate di Sony, gli eserciti sbandati del PC e le schiere Microsoft. Agli appassionati di videogiochi, invece, dovrebbe piacere un sacco. Si intitola “The History of Nintendo: 1889-1980 – From Playing Cards to Game & Watch – Volume 1” e, ben poco sorprendentemente, è una sorta di panoramica sull’azienda di Yamauchi pre-Mario & Donkey Kong. Una panoramica fatta di testi (ovvio) ma, soprattutto, di immagini. E che immagini. Dalla macchina per fare lo zucchero filato di Nintendo ai giocattoli di plastica di Gunpei Yokoi, passando per passeggini, carte da gioco (si intravedono pure quelle erotiche con nudo femminile), board game e centinaia e centinaia di altre stranezze si riesce a intravedere la Nintendo che verrà. Quella fatta esplodere da Hiroshi Yamauchi, da Yokoi e dal Miyamoto. Il volumetto, agile e snello, lo potete comprare qui: ( www.pixnlovepublishing.com/Our-Books.html ). E, sempre da quelle parti, potete pure prenotare il secondo volume, la monografia di Yokoi e la storia di Super Mario. Tutta roba che arriverà nel 2012.

Come si disegna Ryu? Così!

Infine, e questo prendetelo giusto come un consiglio generico, a un vero appassionato di videogiochi, oltre ai videogiochi, piacciono anche gli artbook dedicati ai videogiochi. Cose tipo il “Street Fighter IV & Super Street Fighter IV: The Official Complete Works”. Che abbiamo giusto intravisto (qui, per la precisione: http://www.udonentertainment.com/blog/udon/street-fighter-iv-fans-get-to-a-comic-shop/) e che non siamo sicuri sia facilmente recuperabile. Ma era giusto un esempio al volo, come detto. Di artbook, infatti, è ormai pieno il mondo dei videogiochini. Così come di guide più o meno strategiche. Del resto, persi per strada i manuali, ai videogiocatori bisognerà pur dare qualcosa da sfogliare tra un’installazione, un aggiornamento e un crash di sistema. O no?

9 commenti
  1. Sim-Max ha detto:

    Ridatemi i vecchi libricini d’istruzione! ç_ç

    Comunque “1001 videogiochi da non perdere” è una gran bella roba, da Fnac è reperibile e ho avuto modo di sfogliarlo. Peccato che il prezzo mi abbia preso alla sprovvista, sennò me ne accaparravo subito una copia!

  2. Io avrei anche un altro libro da aggiungere alla lista. Si tratta di una lettura un po’ più impegnata per chi ne vuole sapere di più su Nintendo…senza “figure” però: Giocare per Wiincere.
    Letto, finito e messo tra la collezione :)

    Ps: Blog molto interessante :)

  3. Zave ha detto:

    Figurarsi se il ToSo non veniva solo per spammare.

  4. Shrapnel ha detto:

    Ci sarebbe anche il fantabellissimo libro di Rudolf Kremers (il tizio di Eufloria) sulla dura arte del level design, ma lì si va sul tecnico. Però, sul serio, è proprio bello bello bello. Mai quanto il pezzo del Magiustra, comunque. =D

  5. Ho preso l’edizione inglese ai tempi, e sinceramente non e’ un granche’, specie quando un gioco su cento e’ GTA. Chi cazzo giocherebbe a una decina di GTA prima di morire?
    E’ una lista come tante altre, col malus eccellente della mole: e’ praticamente impossibile sfogliarlo svaccati da qualche parte, ci vuole come minimo un argano.
    Voto Zave in una scala da 0 a Rikkomba.

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