L’eShop del 3DS e Mastro Miyamoto

Miyamoto: piccolo è bello.

Non ci può distrarre un attimo, nel dannatissimo mondo dei videogiochini. Ti fermi per prendere fiato ed ecco che arriva una notizia che te lo toglie, il fiato, altro che ridartelo. La notizia è quella di ieri, quella che vuole un Miyamoto tradotto in qualche maniera (o interpretato in un’altra, che è lo stesso) pronto al (pre)pensionamento dorato. Una bomba? E come no, se arriva addirittura ad occupare un angolo del Corriere della Sera. Giusto un estratto di un’intervista (fiume?) che verrà pubblicata settimana prossima sulle pagine di Wired. Da una parte Kohler, ex stopper teutonico dai piedi marmorei della Juve che fu e ora collaboratore di Kotaku. Dall’altra Mastro Shigeru. In mezzo il suo traduttore ufficiale, Yasuhiro Minagawa. E noi qui, ad assistere a uno spettacolo che comunque la metti, qualcosa vorrà pur dire.

E noi di One|Game|Rucola una mezza idea ce la saremmo pure fatta. Con sessanta estati sul groppone, il Miyamoto inizierà pure ad averne le palle piene. E pure giustamente. Ma si fatica ad immaginarlo come un vecchietto impegnato a far niente. Con l’argento vivo addosso non si riesce mica a star fermi. E allora ecco che il papà di Donkey Kong, piuttosto che scendere e dire “basta così”, opta per una soluzione alternativa. Si mettesse a lavorare adesso a uno Zelda da cinque anni cinque (tipo gli ultimi, che bene o male quel tempo hanno richiesto), allora quello sarebbe il suo ultimo Zelda. E magari pure uno dei suoi ultimi videogiochi in assoluto. Proprio lui che invece ha ancora le tasche piene zeppe di foglietti con scarabocchiati a penna appunti di game design per cinque, dieci, centomila nuovi giochi. Oltre che di biglie caramelle soldatini, ovvio, perché il Miyamoto “pubblico” si è presentato e venduto così. Quei foglietti devono, devono diventare videogiochi. O, almeno, bisogna provare a trasformarli in videogiochi. Magari in videogiochi piccoli. Piccoli, sì, ma che lascino intendere la grandezza del loro ideatore. E Shigeru, quando si è trovato costretto (trovato costretto?) a lavorare in piccolo non ha mica fatto troppa fatica a trovare il modo per miniaturizzare le sue idee. Basti pensare ai suoi coin-op o ai suoi primi giochi per NES per averne una conferma. Poi quando c’è stata la possibilità di abusare della prepotenza del Nintendo 64 non si è fatto mica pregare, chiaro. Ma da queste parti (nell’accampamento magiustrico ancor prima che nel quartier generale di One|Game|Focaccia) le cose piccole ci son sempre state più simpatiche di quelle titaniche e/o faraoniche. E a proposito di cose piccole…

Freakyforms, una cretinissima fabbrica di mostri

Hai capito questo 3DS. Si fatica a spegnerlo, si fatica. Almeno da un mesetto a questa parte. I motivi son presto detti. Tra un gloriosissimo Super Mario 3D Land e un rumorosissimo Mario Kart 7 si è infatti messo in mezzo pure un aggiornamento firmware (con nuove avventure per TrovaMii, il GdR micro a base di StreetPass, tra le altre cose) e pure un paio di giochini scaricabili dall’eShop che dovreste proprio provarli. Il primo è Freakyforms ed è una sorta di Fabbrica di Mostri. Di fatto bisogna assemblare delle creature più o meno improbabili utilizzando forme geometriche e accessori vari (dalle ruote alle ali, passando per becchi, zampe e antenne radio). L’obiettivo è quello di farne un bel po’ e di scambiarle con altri inventori folli. Scambiarle tramite StreetPass o tramite Codice QR, per la precisione. Qui sotto trovate un link per farvi un’idea di quello che è possibile assemblare. Volendo e dovendo, poi, i mostri si possono usare anche per esplorare dei piccoli scenari. Tra l’altro ampiamente ricolorabili. L’altro giochino, che costa 6 euro 6 proprio come Freakyforms, è invece Pullblox. Progetto di Intelligent Systems e puzzle game illuminato con grafica tutta blocchi da mordicchiare, musichette chiptune orchestrali e idea di base talmente sempliche che a spiegarla a parole diventa inevitabilmente complicata. E quindi non lo facciamo. Sappiate, comunque, che è roba da applausi a scena aperta, che dovrebbe portare ai matti soprattutto i fan del Picross 3D. Mica storie.

Spingi e tira, tira e spingi: è Pullblox

Questi giochi, Freakyforms e Pullblox, sono due di quelli che Iwata aveva presentato tempo addietro quando si prese la briga di sottolineare che Nintendo avrebbe iniziato a flettere i muscoli anche in ambito download. Ai tempi ci parvero proprio bellini, ma anche troppo leggeri per cambiare l’atteggiamento della clientela del Regno dei Funghi, che le cose dell’eShop (così come quelle delle botteghe del Wii e del DSi) fatica a prenderle in considerazione. Per convincere il grande pubblico a mettere il muso nei negozi virtuali di Nintendo, scrivemmo ai tempi, ci sarebbe voluto ben altro. Sempre cose piccole e veloci, chiaro, ma favolose e “importanti”. Cose piccole e veloci e importanti che per metterle assieme ti serve un anno, comunque, mica cinque. Proprio tipo quelle a cui ha accennato, in maniera un po’ vaga e un po’ svagata, Mastro Shigeru ai microfoni di Wired. Hai visto mai…

LINK UTILI:

Il pezzo di Wired.

Pullblox.

Freakyforms.

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