Pit, il figlio di Iwata e Sakurai

Eccolo qui, il “nuovo” Pit. Più aggressivo che mai, visto che i tempi sono quelli che sono.

E c’è già voglia di 2012, qui da queste parti. Del resto i frutti dagli alberi di Natale li hanno già tirati giù tutti, che fossero maturi o meno. Manca ancora Mario Kart 7, che sarà pronto settimana prossima, ma per il resto quello che doveva arrivare (e gli Skyrim, e gli Zelda, e gli Uncharted, e il Super Mario in 3D…) è arrivato. E allora che si cominci a guardare a quello che verrà. E che si cominci non puntando sul sicuro, visto che così sono capaci tutti, ma andando a dare un’occhiata a un videogioco per 3DS che forse ce la farà e forse no, ossia Kid Icarus: Uprising. Un videogioco di Nintendo, ma anche no. Nel senso che saranno Iwata e soci a consegnarlo nei negozi nel corso dei primi mesi dell’anno prossimo, ma a svilupparlo non sono mica stati loro. Ma proprio per niente. Quella vecchia volpe di Iwata, infatti, ha pensato bene di affidare questo scomodo progetto al suo pupillo, ovvero Masahiro Sakurai. Che è stato il primo tizio a cui Iwata ha parlato del 3DS (dipendenti di Nintendo esclusi, ovvio). Correva l’anno 2008, per la cronaca: mentre il mondo dei videogiochi ancora cercava di capire il fenomeno Wii/DS, in Nintendo stavano già guardando al futuro. In 3D.

Sakurai e Iwata stanno facendo le cose in grande. Anche i papercraft (vedi link sotto)

Seguito spirituale dei vecchi Kid Icarus di una volta, quelli che atterrarono su NES e su Game Boy nel 1300, Uprising pare una stranezza bella e buona. Con gli episodi dei tempi che furono pare avere poco a che fare, almeno a livello di struttura e di meccanica di base. L’immaginario invece è più o meno quello, anche se i toni sembrano essersi fatti più energici e aggressivi. Per rendersene conto basta anche solo dare un’occhiata alle illustrazioni che Sakurai e i suoi compari di Sora (il suo team di sviluppo) stanno scarabocchiando e pubblicando sul sito ufficiale. Ovviamente a tempo perso, perché ce li immaginiamo più che altro in altre faccende affaccendati.

Tipo impegnati a sviluppare il gioco vero e proprio, per esempio, che è un po’ uno spara e fuggi in stile Space Harrier e/o Sin & Punishment (comunque si cade, insomma, si cade bene). Ma che è anche altro. Tanto, altro, se ci si ricorda della modalità multiplayer aggressiva/competitiva. Figlia, così a occhio, dell’esperienza maturata da Sakurai ai tempi dello sviluppo di Smash Bros. Brawl per Wii. Una robetta da niente, insomma. E poi non bisogna dimenticarsi del supporto delle carte RA, AR o come diavolo si chiamano. Che verranno create appositamente, tutte nuove e tutte Kid Icarus, per essere utilizzate in stile Magic (in realtà per dare il via a degli scontri “uno contro uno” che, visti da qui, assomigliano parecchio a quelli tra le statuette di Super Street Fighter IV: 3D Editon).

Sì, da vedere è bellissimo. E in 3D è pure meglio.

Quello che è ancora più interessante, comunque, è come Nintendo e la banda di Sakurai stiano “lavorando” Kid Icarus: Uprising. L’impressione è quella che gli stiano dando un profilo in stile Level-5, pensandolo non come un videogioco punto e basta, ma come un videogioco che è anche una cosa “pop”. Una roba tipo Inazuma Eleven, per intenderci, che è sì un gran bel GdR pallonaro ma anche una serie a cartoni animati. Ancora, un po’ come Il Professor Layton, che è un videogioco e un lungometraggio animato (“Il Professor Layton e l’Eterna Diva”). Ecco, seguendo questo stile anche Kid Icarus: Uprising sarà spintonato in avanti da alcuni corti animati, curati per l’occasione da Production I.G., Shaft e Studio 4°C. Pare, si dice, si mormora che saranno sei in tutto, i corti in questione. Tre saranno firmati da quelli di Production I.G., due da quelli di Shaft e uno dagli quelli di Studio 4°C. Pare, si dice, si mormora.

Insomma, a guardare il sito ufficiale giapponese sembra che in Nintendo l’abbiano preso sul serio, questo nuovo Kid Icarus. Che è il terzo episodio di una serie che è ammantata sì di storia & leggenda, ma che in realtà non si è mai filato nessuno. Almeno negli ultimi venti e rotti anni. Poi, ovvio, rispetto al devastante dojo che Sakurai aveva costruito per Smash Bros. Brawl è robetta. Ma quello era un gigaprogetto, del resto. Un progetto così importante che Iwata, per non sbagliare, decise di affidarlo al suo pupillo. Masahiro Sakurai. Dimenticandosi però di dirgli che l’online del Wii era rotto.


Link (in)utili

Masahiro Sakurai e il Papercraft gigante
Per vedersi le immagini in 3D con il browser del 3DS

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