Annunciato l’annuncio di GTA V

unciaziò/annunciaziò a sorpresa di Rockstar, ecco il logo di GTA V

Non è questo il periodo degli annunci: in autunno si compra e si gioca, si leggono articoli e si confrontano opinioni, si contano i giorni e si contano le banconote di fronte alla cassa. Ogni settimana progetti di primissimo piano si danno il cambio nelle borse della spesa di giocatori appassionati e meno appassionati, solo venerdì scorso è stata la volta di Batman Arkham City, da più parti già individuato come potenziale gioco dell’anno. E allora che diavolo ci fa questo annuncio di Grand Theft Auto VPerché ora? Perché non in occasione dell’E3 di Los Angeles o della Games Convention tedesca? Qualcuno ha ricordato a Rockstar che siamo in pieno foglie-gialle-giù e in attesa delle prime nevicate serie? Ha forse a che fare con la borsa, le azioni, gli anni fiscali e via andando? Qualunque sia il motivo, la sostanza non cambia: l’etichetta dei fratelli House ha annunciato l’annuncio di Grand Theft Auto V. Che già vista così basterebbe per bollare la notizia come una non-notizia, perché rientra in quei giochetti mediatici che davvero, oh, datevi una regolata… mi annunci che tra una settimana annuncerai ufficialmente i primi dettagli del tuo progetto grande e grosso? Siamo dalle parti del ridicolo.

O forse siamo con entrambe le ciabatte in Zona Ridicolo, però Grand Theft Auto V non è un gioco qualsiasi, è invece il seguito del titolo che dal 2008 a oggi ha piazzato qualcosa come ventidue milioni di copie nel mondo. Un progetto, così come i suoi predecessori più recenti, grande, grosso, costoso e però capace di monopolizzare le attenzioni del mercato, dei videogiocatori, della concorrenza, quando alla fine decide di materializzarsi nei negozi. Grand Theft Auto riesce addirittura nell’intento di inimicarsi i settori “altri” dell’intrattenimento di massa, tanto che, si dice, Hollywood si preoccupasse nel 2008 dei risultati al botteghino di “Iron Man”. Il film con Robert Downey Jr. si sarebbe difatti trovato a doversi ritagliare uno spazio nel tempo libero di un pubblico che potenzialmente coincideva con quello di GTA IV… lanciato nello stesso week end.

Allora anche quanto successo pochi minuti fa, ovvero la comparsa del logo di Grand Theft Auto V con la promessa di un primo trailer il prossimo 2 novembre, diventa una notizia di quelle vere. Anche se il logo dice poco o nulla, parla la lingua dei verdoni dello Zio Sam (vedi immagine in apertura) e tanti saluti. Se ne riparla tra qualche giorno.

Non che manchino le speculazioni: quelle si rincorrono da mesi. Sono le voci che vogliono Grand Theft Auto V tornare a esplorare i luoghi di GTA San Andreas (2004), ovvero Los Santos, all’anagrafe Los Angeles. Sarebbe un ritorno gradito, dopo la rilettura di Liberty City/New York con GTA IV? O la vita sarebbe troppo più migliorissima se il team inglese di Rockstar North (Edinburgo, creatori della saga sotto egidia DMA Design, era il 1954 circa) si dedicasse allo studio di un ambiente tutto nuovo? E poi, soprattutto: in che periodo prenderà vita la vicenda? Gli anni ’80 di Vice City, con la colonna sonora tra il funky e il funkytarro? Gli anni ’90 di San Andreas, con pezzi tra il grunge esistenzialista e il rap/hip-hop/house che muoveva il DNA del protagonista di colore?

Tra tanti dubbi, una certezza: non assisteremo a una splendida e un po’ ridicola scenetta come quella che ha caratterizzato l’annuncio dell’arrivo di Grand Theft Auto IV su Xbox 360. Anche le sedie ricorderanno che, fino ad allora, la saga di Rockstar era stata prerogativa prima del mondo PC (GTA 1 e GTA 2) e poi di quello PlayStation (GTA 3 e relativi spin-off). Per l’occasione, quindi, Peter Moore (all’epoca Corporate Vice-President della divisione Interactive Entertainment Business di Microsoft) si fece un bel tatuaggetto sulla spalla, recante il logo di GTA IV, per il discreto (ma non esplosivo) entusiasmo del pubblico in sala.

Sono cose belle anche queste.

2 commenti
  1. from uk ha detto:

    Due giorni fa un adolescente impazzito si é lamentato con R* su Gtaforums perché lo faceva stare male il fatto che non annunciassero il gioco e ci fossero solo i rumors.

    Probabilmente sono dei burloni e hanno avuto pietà di lui, altrimenti non si spiega. Saltata la gamescom mi aspetto l’annuncio agli awards, anche se avessero annunciato shenmue 3 non avrebbero avuto problemi con la concorrenza, non quanto ad annunciarlo in un periodo in cui escono: uncharted 3, cod 15,bf 7,halo extra mature e il gioco indie con i cubi

  2. Zave ha detto:

    Dubito comunque che abbiano problemi di visibilità pure in questo periodo.

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