I contenuti scaricabili, la Peste e altri racconti

La Peste!

Pensavate che la Peste fosse ormai un ricordo del passato? Vi sbagliavate!

La Peste, la Peste. La Peste ha decimato la legione fantasma di One|Game|Coso, lasciando al Capitan Magiustra l’ingrato compito di portare avanti la battaglia (comunque già persa). In un mondo migliore, le prossime righe le avrebbe scritte qualcuno anche solo moderatamente interessato all’argomento (e, magari, pure moderatamente competente). E invece… e invece no, perché il destino è cinico e baro e quindi la questione dei contenuti scaricabili è finita tra le mani di uno che li guarda passare con occhio distratto. Digressioni, comunque. Meglio tornare a bomba sulla notizia di oggi, che poi in realtà sarebbe di ieri ma per via dei fusi orari facciamo finta che sia di oggi. E la notizia è che quelli di EEDAR, organizzazione paramilitare specializzata nel rivelare al mondo cose che bene o male tutti avevano già intuito, si sono presi la briga di fare una mezza ricerca sulla questione dei Downloadable Content, DLC per gli amici. A botte di disequazioni e frazioni esponenziali, hanno scoperto che il 51% dei tizi che giocano su 360 e PS3 nel corso degli ultimi dodici mesi si è comprato almeno un DLC.

EEDAR

Lo confessiamo: abbiamo sempre avuto un debole per i diagrammi a torta...

Uno su due, insomma, e una cifra che mostra & dimostra come questa pratica occulta stia diventando sempre più popolare. Nel 2010, per dire, si orbitava attorno al 40%, mentre nel 2009 si era al 34%. Secondi gli stregoni della finanza di EEDAR, il mercato dei DLC nel corso del 2011 porterà nelle casse dei Banchieri dei Videogochi qualcosa come 875 milioni di dollari, che se tutto dovesse andare bene diventeranno 1 miliardo tondo tondo nel 2012. Le ragioni della continua crescita del fenomeno DLC sono facilmente spiegabili, secondo quelli di EEDAR. Software house, editori e team indie hanno finalmente capito quando e come conviene renderli disponibili, almeno secondo loro. E, inoltre, hanno pure iniziato a spingerli attraverso la Grande Macchina del Marketing, che tutto trita e tutto risputa. Marketing tradizionale, si capisce. Ma anche virale, si intende. A questi due aspetti, sempre secondo i vati di EEADAR, si deve sommare la sempre più capillare diffusione delle connessioni a banda larga, di fatto indispensabili per scaricare i DLC (soprattutto le chiavi da 6k che sbloccano la roba già presente sul disco). Tutti questi dati li potete trovare ben sintetizzati, con grafici e schemini, a questo indirizzo qui, dove vi aspetta un bel PDF di quelli da tramandare ai posteri.

Ora, detto del perché la manovra a tenaglia dei DLC abbia preso a funzionare (alle ragioni di cui sopra qui da queste parti aggiungeremmo anche un “magari anche perché ce ne sono sempre di più”), vale la pena guardare alle ragioni che spingono un giocatore su due a fregarsene altamente di tutti questi contenuti extra, delle missioni secondarie, delle skin per Blanka, dei personaggi bonus e di amenità varie. Il 47% dei giocatori sottoposti a interrogatori in stile KGB ha risposto che no, non gli piace proprio l’idea di dare in mano alle aziende i propri dati sensibili. Questioni di privacy, insomma. Questa storia, qui da queste parti, non riusciamo a prenderla troppo sul serio, visto che ormai la privacy è una sorta di chimera. Ma magari qualcuno si è beccato in diretta l’Apocalisse PSN di qualche mese fa ed è rimasto un filo condizionato. Altri, l’11% dei giocatori sottoposti al test della verità, hanno invece affermato che i DLC a loro non interessano per via della scarsa (e presunta, a questo punto) bassa qualità. Altri, ma sono minoranze, hanno puntato il dito sul fatto che sia impossibile farsi rimborsare in caso di bidone (e qui è impossibile non accennare un sorriso), sul prezzo giudicato troppo elevato, sulla disponibilità di contenuti gratuiti che bastano e avanzano e che quindi quelli a pagamento potete anche tenerveli e, infine, sull’assenza di demo. Come ovvio lo spiegone di quelli di EEDAR si chiude con una sorta di chiamata alle armi: editori, sviluppatori e fabbricanti di console nel corso dl prossimo anno dovranno unire le forze per convincere gli scettici a saltare sul carrozzone dei DLC, così da portare nel giro altri 600 milioni di dollari.

Bat-Codice

Leggete bene, prima di tentare di utilizzare di nascosto questo codice...

Ora, l’argomento dei DLC è sempre popolare, al punto tale che addirittura quelli di IGN sono arrivati a scriverci sopra un pezzo che, pare, sia stata l’ultima lettura del Ravanelli prima del pestilenziale contagio. Lo trovate qui e si dice che sia una lettura che indaga i DLC “buoni” e quelli “cattivi”. Al tempo stesso, l’argomento è anche tutto da ridere, oltre che estremamente attuale, per via dello spettacolino organizzato da quelli di Warner per il lancio del loro ultimo BatGioco. Troppo lunga la faccenda per spiegarla per filo e per segno, ma vi basti sapere che dentro alle confezioni hanno infilato un foglietto volante con stampato sopra un codice che permette di giocare le missioni incentrate su Catwoman. Niente codice (o niente connessione online per scaricare il DLC) e niente CatAvventure. Come al solito la Banda dei Videogiocatori ha gridato allo scandalo davanti a un DLC che alla fin fine è una sorta di barriera contro l’avanzata dell’Esercito dell’Usato. E, dopo aver strillato e giurato vendetta tremenda vendetta, si è infilato in negozio a comprarselo, il Batman, in quanto (si dice sia) roba stratosferica. Qualcuno, ma una percentuale ridicola tipo lo 0,5% (secondo le stime di Warner), nella confezione al posto del foglietto con il codice si è trovato un foglietto senza codice. Ma sono cose che capitano, e che diamine, e non vorremo mica fare di tutta l’erba un fascio, no? Anche sì, ma pure no.

Housemarque

Housemarque: un marchio storico e una garanzia di qualità mica da poco.

Infine, per chiudere un discorso che in effetti è ancora impossibile mettere in archivio perché nessuno ci ha capito niente ,e tanto per far notare a tutti come da queste parti si sia anni luce avanti agli altri, ci preme far notare cosa pensi di tutta questa faccenda Ilari Kuittinen, che è il CEO di Housemarque, bottega di sviluppo di videogiochini per PSN e Xbox Live. Che, nella sezione dei commenti di gamesindustry.biz si è lasciato andare ad un’amara riflessione, Il tizio ha infatti preso in mano l’abaco e ha fatto due calcoli: Activision ha recentemente annunciato di aver piazzato qualcosa come 18 milioni di pacchetti di mappe per Black Ops in DLC. A botte di 15 dollari l’uno, si arriva in fretta a una cifra attorno ai 270 milioni. Cioè una bella fetta degli 875 milioni che, nel corso del 2010, sono entrati nelle casse del settore. Stai a vedere che il boom dei DLC, in realtà, è solo il boom dei DLC di Call of Duty.

1 commento

Hai qualcosa da dire a riguardo?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: