Matsuno davanti e dietro tutti quanti

Yasumi Matsuno, uno dei quattro cavalieri dell'apocalisse (o una cosa simile)

Vai a sapere se è questa, proprio questa, la strada che porterà il Giappone dei Videogiochi fuori dal pantano dentro al quale è rimasto intrappolato. Forse anche sì. Forse anche no. Quello che è certo è che un paio di anime dannate hanno iniziato a indicare la via. Caso mai qualcuno si stesse chiedendo di quale strada andiamo cianciando, ecco la risposta. Una risposta nascosta nelle segrete di Kyoto, dove qualche tempo fa Iwata e i suoi compari hanno chiamato a raccolta un po’ di game designer più o meno strampalati, più o meno conosciuti, più o meno scollegati dal pianeta Terra e da tutto quello che ci orbita attorno.

L’idea di Iwata era quella di assegnare a ognuno di loro un compitino per le vacanze: sviluppare un minigioco/mediogioco a base di Wii MotionPlus (l’aggeggio prima infilato nella confezione di Wii Sports Resort e poi direttamente nei telecomandi Wii, lo stesso che verrà usato per The Legend of Zelda: Skyward Sword). E non un minigioco/mediogioco a caso, ma un minigioco/mediogioco destinato a dare una forma compiuta a Wii Play: Motion. Raccoltona di passatempi a base di Mii e seguito ufficiale di uno dei videogiochi più venduti di tutti i tempi (pare strano, ma così è), Wii Play, Wii Play: Motion è stato pubblicato poco prima dell’estate e, così a occhio, è passato un po’ inosservato. E dire che, bof, alla fin fine il suo perché ce l’aveva pure. Almeno a livello di curiosità. Perché i game designer e i team di sviluppo chiamati a progettar giochini erano strani, sfigati e minori. E quindi, appunto, curiosi. Per intenderci, c’era Yuji Naka con la sua Prope. C’erano i tizi di Skip, che sono quelli di buona parte della collana Art Style su WiiWare e DSiWare. C’erano gli artigiani di Good Feel (quelli di Wario Land: The Shake Dimension e di Kirby: Epic Yarn). C’erano quelli di Mitchell (Polarium per DS e GBA, per chi se lo ricorda). C’era insomma un sacco di gente sbilenca. Se volete sapere come sono andate le cose, nel progetto Wii Play: Motion, buttate un occhio a questo “Iwata Chiede”. Una lettura mica male, detto tra noi.

La bella scuola di Satoru "Lavorate!" Iwata

Ma che si torni alla notizia di oggi, altrimenti facciamo notte. E la notizia di oggi, in barbatrucco ai dati di vendita a Stelle & Strisce arrivati nel corso della notte e in barbatrucco pure alla storiaccia di Batman e di Catwoman (che proprio non si può leggere), è che quelli di Level-5 hanno pensato bene di finanziare un progetto simile, o almeno in parte simile, al Wii Play: Motion di cui si è detto. La console di riferimento questa volta però non è il Wii, ma il 3DS, macchinetta destinata a ospitare tale Guild 01.

Guild 01? Guild 01, che a conti fatti arriverà l’anno prossimo e che avrà la forma di una raccolta di minigiochi/mediogiochi sviluppati da quattro loschi figuri ben poco raccomandabili. Chi per un motivo, chi per l’altro. I tizi in questione sono Suda 51 (c’è sempre), Yoshiyuki Hirai (che da quel che sappiamo con i videogiochi ha poco a che fare, visto che pare sia la metà di un duo comico ultragiapponese), Yoot Saito (il papà di tutti i Seaman del mondo) e Yasumi Matsuno (Final Fantasy Tactics, Vagrant Story… robe del genere). In Guild 01, insomma, troveranno spazio quattro giochi quattro. E da oggi sappiamo anche che cosa saranno. Più o meno. Più o meno.

A quel punkettaro un po’ poser e un po’ poser di Suda 51 è toccato il compito di mettere in piedi uno spara e fuggi che a guardarlo da lontano sembra tutto un Axelay. Intitolato Kaiho Shojo, sarà impreziosito da filmatoni disegnati dai tizi di Bones, studio d’animazione Made in Japan coccolato dai fan degli anime. Protagonista del gioco sarà una scolaretta alla guida di un mech. E abbiamo detto tutto, abbiamo.

Yoshiyuki Hirai, invece, si è dedicato a tale Rental Bukiya de Omasse. Che pare una sorta di Ouendan con meno musica. Si vestono i panni di un fabbro e si forgiano armi per aspiranti avventurieri, in Rental Bukiya de Omasse, probabilmente picchiando come dei dannati sul touch screen della console. Ma forse anche no. L’idea è comunque moderatamente scema e quindi discretamente interessante. Anche perché di andare all’avventura qui siamo un po’ tutti stanchi. Forse è ora di aprire bottega e lasciare battaglie, mostri e peripezie assortite a gente più giovane e allegra.

Yoot Saito è uno che sta così-così

Poi c’è Yoot Saito, che per non smentirsi se ne è venuto fuori con un gioco balordo fin dalle premesse, che recitano “Check your luggage on time!”. Air Porter, si intitola il suo progettino fantasia, e sembra una sorta di incestuoso ibrido tra Air Traffic Control (roba iOS, ma lo trovate ovunque, pure come DSiWare e sul PlayStation Store) e Airport Mania (stesso discorso di Air Traffic Control). L’idea è quella di gestire un aeroporto, insomma. Se mai vi dovesse sembrare un po’ freddina e banalotta, lasciatevi ricordare che Yoot Saito è stato capace di rendere divertente pure la gestione di un grattacielo. O, almeno, così dicono i pochi che hanno capito come si giocava a Sim Tower (che era roba sua, appunto).

Infine, rullo di tamburi, ecco Yasumi Matsuno, responsabile di Crimson Shroud, un GdR fantasy (e chi se lo aspettava) a base di dadi, dadini e dadoni. Uno è finito addirittura nel logo del gioco, quindi si può dar per scontato che abbiano la loro bella importanza nella meccanica di base. Supposizione tutta nostra, chiaro, visto che per i dettagli ci sarà da aspettare ancora un po’.

Giusto il tempo, magari, per lasciarsi andare a un pensierino della buonanotte. Tipo quello di cui si è accennato in apertura: che siano raccolte di robette d’autore come Guild 01 una delle strade che il Giappone dei Videogiochi dovrà battere per venir fuori dal pantano? Meglio queste che i remake in HD? Meglio queste che seguiti sbadiglianti? Meglio queste di un nuovo RetroGame Challenge? Meglio queste, insomma? Vai a sapere. Per ora, se volete dare un’occhiata alle (poche) immagini disponibili di Guild 01. E poi fateci sapere che ne pensate. Non di Guild 01, si intende, ma di questa storia dei supergruppi di game designer. Per la musica i supergruppi hanno fatto più danni che altro, anche solo per la storia degli Asia*, ma il mondo dei giochini gira a modo suo e con quello della musica ha sorprendentemente poco a che fare (ma sarà poi vero). E, per l’amore del cielo, non parlateci di Sledgehammer e Infinity Ward. Quella è un’altra storia. Tutta un’altra storia. O forse no?

* Nota curiosa: le copertine degli orribili dischi degli Asia erano disegnate da Roger Dean. Lo stesso Roger Dean delle copertine dei giochi per Amiga della Psygnosis. E lo stesso Roger Dean che ha tratteggiato il logo di Tetris.

1 commento
  1. Salvatore Riggio ha detto:

    a me fin dall annuncio mi incuriosisce non poco

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