Irlanda: birra, folletti, giochi

Ma che bello il giorno di San Patrizio! Birra al trifoglio per tutti!

Qui da queste parti si è sempre attenti alle coincidenze. Spesso nelle teste sbilenche possono diventare addirittura indizi o, rullo di tamburi, addirittura spingerti a prendere una decisione piuttosto che un’altra. Una strada piuttosto che l’altra. Una… ci siamo capiti.

Ecco, proprio ieri il postino, in perfetto stile Paperboy, ha lanciato verso il portone di legno massiccio della redazione automatica di One|Game|Shot il nuovo (nuovo per modo dire, visto il solito ed epocale ritardo garantito dalle poste italiane) numero di Edge. Edge, sì, bibbia pagana per il videogiocatore oltretutto, da qualche mese tornata bella & cicciona se non come ai tempi d’oro (i primi tre/quattro/sei anni), quasi. Per capirci, il recente restyling grafico è uno schiaffo alla miseria. Questo numero vanta una copertina che nemmeno “Milionario Oggi”: quinto colore argento metallizzato, quinto colore rosa shocking, spruzzatina di gemme sbrillantinose e logo di Skyrim (a cui la cover è dedicata) in rilievo sulla quarta di copertina.


Digressioni, comunque, perché qui si parlava delle coincidenze. E, guarda un po’ che caso, una sezione di questo numero qui (che per la cronaca è il 233, novembre 2011 e costa 5 £) è dedicata all’Irlanda. L’Irlanda dei videogiochi, si capisce, anche perché leggere dei Pogues di Shane MacGowan su Edge sarebbe in effetti chiedere troppo. Ma nemmeno tanto: su questo numero i tizi di Edge si sono presi la briga di intervistare Dominic Aitchison, che detto tra noi è il bassista dei Mogwai (gente molto seria, vedere video qua sopra grazie), mica il primo che passava per strada. Tra parentesi, il suo gioco preferito è The Legend of Zelda: Ocarina of Time. E sì, si è pure comprato il 3DS per rigiocarselo.

Digressioni, un’altra volta. Torniamo all’Irlanda dei videogiochi. Che non è che sia proprio una fucina di titoli imperdibili, così a memoria, ma che quelli di Edge definiscono il posto giusto per il middleware, cioè per quei tool/programmi/motorini che gli sviluppatori usano per creare i loro giochi. Robe tipo l’Havok, per intenderci, costruito dal nulla in quel di Dublino. E quindi robe noiosissime. Sempre a Dublino hanno il loro quartier generale quelli dell’impronunciabile Swrve, che è una società specializzata nella fumosa arte dell’Usabilità. Usabilità che spesso cammina mano con la mano con i tutorial e, infatti, quelli di Swrve si dicono dei “pro” nell’aiutare i team di sviluppo a realizzare dei livelli introduttivi con un minimo di senso. Peccato che non venga fatto il titolo di uno solo dei giochi impreziositi dal loro tocco e che, quindi, tutto il discorso cada subito per terra. Ancora, e poi la finiamo con questa faccenda, sempre a Dublino si sono rintanati quei rattacci di PopCap, che si sono scavati una tana dove hanno lavorato a Peggle per iPod e dove sono impegnati a tirar su un altro misterioso progetto non ancora ufficialmente annunciato. Insomma, qualcosa si muove sotto ai cieli d’Irlanda.

Ma, nel frattempo…

Magiustra ha un bel bulldog. Sarà lui? Non sarà lui?

Nel frattempo, questa mattina, su http://www.gamesindustry.biz e, più in particolare, su questa pagina qui ha trovato spazio una notizia grondante Guinnes e birre scure in genere. Detto in poche parole, pare che il Governo d’Irlanda abbia deciso di seguire il modello canadese (con la maiuscola o con la minuscola? Visto che da quelle parti il Rinascimento non l’hanno ancora visto, si può andare di minuscola) e di innaffiare di petroldollari il settore dello sviluppo dei videogiochini. L’idea è quella di attirare risorse, cervelli, idee, baci, lettere e testamenti dalle parti di Dublino, così da potersi lanciare in pernacchie infinite verso la Vecchia Scuola UK, che da quando Braybrook lavora per una compagnia di assicurazioni non è più la stessa.

Comunque, come si diceva in apertura, due indizi nelle teste sbilenche possono addirittura portare in una direzione piuttosto che l’altra. Se quello che volete fare nella vita è lavorare come schiavi per Apple sviluppando giochini iOS, se pensate di essere nati per mettere in piedi motori fisici che funzionano una volta su tre (e pure male) o se ritenete di essere abbastanza sfatti da poter dormire tra i pupazzi dei mostri di PopCap (che ben presto, a botte di EA, si trasformeranno in piccoli Ty the Tasmanian Tiger), allora forse potete annullare il biglietto di sola andata verso Vancouver e guardare con rinnovata fiducia verso l’Irlanda: vi aspetta a braccia aperte, la gente di Dublino, vi aspetta.

5 commenti
  1. Non so chi abbia scritto l’articolo (Zave, se sei stato tu ti mando il Cinese a vivere a fianco a te) (e a prendere il treno con te) (anche quello di ritorno) (ci siamo capiti), ma sinceramente:

    Aaaa) quanto ano in ritardo vi arriva Edge? Quel numero e’ di 3 settimane e rotti fa;
    Bbbb) il fatto che in EU si investa sui viggi’ dovrebbe rallegrarvi, visto che fa bene al Settore;
    Tre) secondo me l’autore ha cianciato in lungo e in largo contro la Wii tipo a manetta, ignorando i benefici che il bimbominkiamento di massa ha portato al Settore;
    Eppoi) tutti questi caratteri e nemmeno una menzione della Porterhouse: FAIL.

  2. Mi mancava solo di rispondere alla rikkobomba, mi mancava. Comunque…

    L’autore dell’articolo è indicato in alto a sinistra. Il Magiustra, quindi, che poi sarei io. Temo.

    Aaaa) Come segnalato nel pezzo, testuali parole, “il nuovo (nuovo per modo dire, visto il solito ed epocale ritardo garantito dalle poste italiane) numero di Edge”. Insomma, qui da queste parti consegnano la posta una volta ogni due, tre settimane. Bollette già scadute comprese. Di conseguenza, è sempre tutto in ritardo. Ma, guarda un po’, se fosse arrivato puntuale non avrei potuto giocare con la storia delle coincidenze. Che poi magari è stato tutto un barbatrucco e ho messo in piedi il teatrino delle coincidenze solo per dare un senso al pezzo. Non credere mai a quello che dico. E nemmeno a quello che scrivo. Sono un burattinaio.

    Bbbb) Capirai a me quanto vuoi che me ne freghi che il Settore se la passi bene. Mi piacciono i crolli, i disastri, le demolizioni, la confusione e il disordine. Prima finisce all’aria, il Settore, e meglio è. Per quanto mi riguarda, ovvio. Poi ci sarà da ricostruire. Ma ricostruire meglio di quello che c’è adesso non dovrebbe essere un’impresa. Credo.

    Eppoi) Ma che è, una sorta di catena di birrerie? Ovvio che non la conoscessi. Ma figurati. Ci mancava solo il McDonald’s delle birrerie. Più facile trovarmi al bar dell’angolo nel paesino di montagna che in un posto del genere. Sono una persona di classe, diamine.

    E niente altro, credo.

    R.

  3. Zave ha detto:

    Dieci minuti di applausi al povero Magiustra e settantuno di calci alla rikkomba.

  4. ho capito, siete tutti bravissimi e mi piacete un casino.

  5. Salvatore Riggio ha detto:

    ma che cane di magiustra, quello è conflitto in tour per una nuova lamen… articolo dicevo, ammeno chè il maggiustra non l’abbia adottato

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