Le voci di Skyrim (e non solo)

Non si sa chi parlerà al posto di 'sto elfo maschio, ma dietro Skyrim ci saranno 70 attori

Tra i giochi più attesi di questo autunno c’è, ahivoi, The Elder Scrolls V, più facilmente conosciuto col suo semplice suffisso: Skyrim. “Ahivoi” perché a chi scrive il fantasy coi maghi, i nani pelosi, le amazzoni muscolose e i guerrieri guerrierosi, proprio dà l’orticaria, ma quella seria. Però è giusto così, il mondo è vario e dopotutto critica e pubblico hanno decretato il successo della saga di Elder Scrolls ormai da secoli. Fin da quando, era il terzo capitolo?, potevi alzare lo sguardo e si inclinava anche tutto il cavallo. Bei momenti, ma momenti passati, forse persi come lagrime nella pioggia, forse no. Forse che però la notizia vera è che oggi Bethesda ha comunicato al mondo l’elenco di attori più o meno celebri che hanno prestato le corde vocali per il doppiaggio di alcuni personaggi dell’imminente epopea digitale.

Christopher Plummer

Bethesda non è di certo nuova a produzioni di altissimo profilo, quindi non devono sorprendere i numeri: 70 attori per oltre 60.000 linee di dialoghi assortiti (e anche monologhi, magari, senza dimenticare lamentii, sbuffi, risate e gorgheggi variopinti). Se per Fallout 3 l’etichetta americana aveva puntato su gente di basso profilo (no) quali Liam Neeson o Malcom McDowell, questa volta la parte del leone viene “recitata” da Christopher Plummer. Lo ricorderete per il Generale Chang in “Star Trek VI”, ma abbiamo i nostri bravi dubbi a riguardo. Più facile farsi venire alla mente la voce (naturalmente quella inglese) di Charles Muntz, protagonista di “Up”. Non sarà da solo, però: a fargli compagnia Michael Hogan, stella della serie televisiva Battlestar Galactica e già apprezzato in Fallout: New Vegas e Mass Effect 2. Darà tono e carattere al generale imperiale Tullius (e se la qualifica non è coerente con il mondo di Elder Scrolls, vi rimando alle prime righe per scoprire il motivo). Altri invitati: Max Von Sydow (“L’esorcista”), Lynda Carter (“Wonder Woman”), Vladimir Kulic, Joan Allen, Bombolo. Trovate l’intruso.

Ray Liotta

La notizia ci dà la scusa per un veloce excursus sui più famosi doppiatori nella storia recente dei videogiochi. Anche perché in quella meno recente non è che ci si potesse permettere chissà quale qualità audio (comunque sia: se volete aggiungere, siete liberi di farlo con il modulo dei commenti ai piedi di questo articolo).

Partiamo da un’accoppiata storica, che ha lasciato il segno: Ray Liotta in Grand Theft Auto: Vice City. Il protagonista dell’immortale “Quei bravi ragazzi” (e di un sacco d’altra roba infame) si nasconde dietro il naso di Tommy Vercetti. Vice City è il gioco che ha fatto esplodere oltre ogni possibile immaginazione il culto e la passione per il gioco Rockstar, Liotta ha di certo aiutato.

Di non minore carisma anche il Kiefer Sutherland (che ormai tutti ricordiamo unicamente per “24”, mica per “Linea mortale”, no?) in Call of Duty World at War. Dei due nomi altisonanti di Fallout 3 abbiamo già parlato, brevemente, poco più sopra, quindi si può già far marcia indietro e tornare a Rockstar. In Grand Theft Auto San Andreas troviamo cani e porci, più cani che porci. Che ne dite di James Woods e di Samuel L. Jackson? Mica pizza e ananas. Più difficile, forse, scovare Patrick Stewart (lui, l’unico Capitano Picard) in Oblivion, sempre Bethesda, o Martin Sheen (“Apocalypse Now”) in Mass Effect 2. Se Saints Row 2 era un gioco un po’ così, un po’ tipo una minchionata, lo stesso non può dirsi dei dialoghi doppiati da Elizabeth Dushku (“Dollhouse”). Inconfondibile, piuttosto, Jack Black (“School of Rock”) che dà voce e tratti somatici al protagonista di Brutal Legend.

Ancora qualche esempio, poi la smettiamo e torniamo a vederci la Champions: chi si ricorda di Steve Carell (“The Office”, edizione USA) in Outlaw Tennis e Outlaw Volleyball? Contando che è già difficile ricordarsi i due giochi, be’… Proseguiamo: Dennis Hopper e Billy Bob Thornton sono i due “attori” secondari dell’intrigante Deadly Creatures; Mike Patton (voce e un sacco di roba di Faith No More e mille altre band) ha fatto un po’ di roba, tra cui il cattivone di The Darkness, Mickey Rourke figura nei riconoscimenti finali di Rogue Warrior e Ron Perlman in quelli di Fallout (voce narrante). Apperò!

E da noi? Da noi papà e figlia Argento, per (rispettivamente) Dead Space e Mirror’s Edge. Cazzofigata!

2 commenti
  1. Quella sul doppiaggio italiano è una battaglia inutile. Non c’è via d’uscita, da una parte c’è l’irrilevanza del mercato italiano, dall’altra il mondo del doppiaggio/attori italiani. Devo andare avanti?

  2. Zave ha detto:

    Riccardo: io ho già dato (e soprattutto ricevuto) qui e qui.

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