Slightly Mad e lo sviluppo sociale

Community Assisted Racing Sim è il nuovo gioco di Slightly Mad, pagato anche da voi

Need for Speed: Shift è il gioco che ha rilanciato il “brand” di Electronic Arts dedicato alle quattro ruote ignoranti, tamarreidi e piene di tette. Shift, per l’esattezza, di tamarro, ignorante e tettoso, non aveva poi un granché. Sviluppato da Slightly Mad Studios, il gioco del 2009 puntava difatti a rappresentare la svolta dallo sguardo serioso e inappuntabile che, poi, ha dimostrato di saper portare a casa con successo. Anche perché Slightly Mad Studios non è esattamente un team capitato per caso alla corte di Electronic Arts: nasce dalla commistione di elementi che in precedenza avevano prestato mani, occhi e conoscenze per lo sviluppo di titoli quali GTR 2 e GT Legends, ovvero molti dei dipendenti di Blimey! Games, società acquisita proprio da Slightly Mad a inizio del 2009.

Il profilo del marchio inglese (la sede è a Londra), quindi, è di quelli più che rispettabili e, soprattutto, già capace di imporsi all’attenzione del mercato. Nel 2010 Slightly Mad Studios, tanto da meritarsi la 17a posizione nella ressegna Develop 100, dedicata prevedibilmente ai cento migliori studi di sviluppo del globo.
Per questo la notizia di oggi si rivela piuttosto significativa. Slightly Mad Studios ha deciso di chiedere una mano ai giocatori, agli appassionati, a fondi d’investimento… insomma, a chiunque. Una mano per dare vita al prossimo progetto, per ora conosciuto come C.A.R.S. (Community Assisted Racing Sim). La trafila è quella sempre intrigante ma ormai già nota dei vari Kickstarter.com, rappresentante principe dell’idea di crowdsourcing. In realtà la questione era nota da qualche mese, ma è grazie a un articolo di GamesIndustry.biz che si viene a conoscenza di particolari più dettagliati dell’intera questione.

Per chi non ne fosse a conoscenza: il concetto di base del crowdsourcing è che il pubblico prenda parte al progetto investendo in una quota. Una volta raggiunta la cifra stabilita in partenza da chi richiede l’investimento altrui, lo sviluppo del progetto prende il via (o “può continuare”), con benefici di varia natura dedicati a chi ha creduto nell’idea e ha anticipato qualche Euro o vagonate di migliaia di dollari. Naturalmente la “tabella” delle ricompense e dei ritorni varia da progetto a progetto. Slightly Mad Studios ha reso tutto particolarmente chiaro: l’obiettivo è di raccogliere 5 milioni di dollari, offrire un gioco di guida online free-to-play per PC, capace di reggersi sulle gambe delle microtransazioni (che andranno dai 10 centesimi ai 10 dollari) e puntare, con questo, al raggiungimento di tre milioni di copie vendute, per un totale di 52 milioni di dollari che tornerebbero per essere suddivisi tra Slightly Mad (che si terrebbe il 30%) e tutti gli investitori.

Le quote previste vanno dai 5 dollari di Joe l’Idraulico, fino ai 100.000 verdoni delle compagnie che passano il tempo a districarsi proprio tra gli investimenti più o meno azzeccati. Chiunque decida di prendere parte all’iniziativa, godrà anche di qualche ritorno nel caso C.A.R.S. venga in un futuro convertito per il mondo console. Cosa piuttosto credibile, se il gioco raggiungerà il voto medio di 90 su Metacritic, come sperato dal team inglese.

Lo sviluppo del gioco e la gestione dell’intero progetto avverrà attraverso quello che a Slightly Mad Studios chiamano “World of Mass Development”, un tool pensato per essere dato in usofrutto anche a etichette esterne che, grazie alla sua polivalenza, potranno utilizzarlo per realizzare FPS e avventure o picchiaduro a scorrimento della Jaleco.

Ai microfoni virtuali di GamesIndustry.biz, un rappresentante di Slightly Mad ha così commentato l’iniziativa: “il modello di sviluppo tradizionale pone gli sviluppatori alla mercé dei publisher. Sebbene metta a disposizione i fondi necessari per le dovute fase di testing e di tutti gli stadi di sviluppo, rende anche la lavorazione soggetta a modifiche a seconda delle necessità del publisher: trimestri fiscali, profitti annuali, budget dei reparti marketing… Il modello proposto invede da World of Mass Development sposta l’attenzione nuovamente sulla creazione di grandi giochi che il pubblico scelto come target vuole giocare davvero e nel mentre continua a offrire i fondi necessari per lo sviluppo e il testing”.

Non resta altro da fare se non augurare un paio di in bocca al lupo agli inglesi, che dimostrano voglia di fare e buon gusto nello scegliere il proprio nome, se non certo quello dei giochi.


Slightly Mad, chi sono?

Il nome ce la fa, il logo proprio no

Lo studio di sviluppo inglese viene fondato nel 2008 e nel gennaio dell’anno seguente acquisisce Blimey! Games, nei cui uffici bivacca un po’ della gente responsabile (assieme a Simbin) dello sviluppo di GTR e GT Legend 2. A settembre del 2009 Electronic Arts pubblica Need for Speed: Shift, il ritorno alla massima forma per la serie, che per la prima volta (e con un occhio rivolto alle origini) mette su il cipiglio serio della quasi-simulazione. Il risultato è eccellente, piace a pubblico e critica, tanto che nel marzo di quest’anno viene realizzato un secondo episodio, che raccoglie la stessa quantità di allori.

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