Nintendo 3DS: fuori controllo

Il bambino raffigurato in questa pubblicità, degli anni 90, ora realizza periferiche per Nintendo

Tum, ta, tum, ta, tum… il tam-tam della Grande Rete oggi ha fatto arrivare fin da noi una notizia mica male. Una notizia che ha scatenato reazioni isteriche, crisi di panico e allucinazioni divinatorie anche nei soggetti più improbabili. Oggi, insomma, praticamente tutti avevano qualcosa da dire a proposito della notizia bomba spalmata sulle pagine del nuovo numero di Famitsu, pietosamente fatto passare dentro a una fotocopiatrice del futuro da qualche anima pia.

Paradossalmente non è stato l’annuncio di un’imminente pubblicazione di Monster Hunter 3G per 3DS a dettare il frenetico ritmo della giungla (Monster Hunter 3G che, per amor della sintesi, per adesso ci limiteremo a considerare una versione espansa e arricchita dell’episodio per Wii). Piuttosto, è stata la periferica, accessorio, robo di plastica che quelli di Famitsu hanno sistemato in un angolo delle loro pagine inchiostrate con faccende di caccia al mostro.

Game Boy Micro

L’accessorio in questione, brutto da qualsiasi parte lo si guardi, così a occhio regalerà un secondo stick analogico (pad scorrevole, se si vuole usare il termine ufficiale coniato da Nintendo Italia) alla console, più una manciata di pulsantini extra (dorsali, più che altro). Un secondo stick ottimo per i cacciatori con la passione per la regia e per chi ha voglia di giocare in prima persona pure su 3DS, oltre che sulle console da salotto. Il tutto, però, sacrificando la linea della console stessa, che già di suo non è proprio un oggettino fighetto. Soprattutto rispetto alle linee “minimal” del DS Lite, ancora prima che del DSi. E soprattutto rispetto a quella meraviglia del Game Boy Micro, ultima console curata da Yokoi prima di finire sotto una macchina (parole di Miyamoto, intervistato dal sottoscritto qualche mese fa, prima del lancio del 3DS. Pare strano, calendario alla mano, ma così disse il papà di Donkey Kong…).

Resta il fatto che, d’istinto, questo accrocchio viene quasi spontaneo vederlo come una roba pro Monster Hunter. Del resto, già l’episodio per Wii era stato accompagnato da un controller ad hoc, ovvero il Controller Tradizionale Pro, barbinamente infilato nelle confezioni del gioco (tattica ripetuta anche per il recente Xenoblade, solo che in questo caso il pad è rosso fuoco). Il fatto che questo add-on sia stato presentato “dentro” a un pezzo su Monster Hunter, a questo dovrebbe/potrebbe ragionevolmente far pensare.

Magiustra + Miyamoto

Ma nella giungla dei videogiochi la ragione è bandita. Ed ecco quindi che l’accessorio in questione squarcia il presente e lascia intravedere il futuro. E il futuro, che prenderà forma concreta il 13 settembre (data scelta da Nintendo per una conferenza pre Tokyo Game Show tutta incentrata sul 3DS), potrebbe portarsi dietro un restyling della macchinetta. Che magari arriverà ad avere, di default, due levette analogiche che sì, sì Monster Hunter, ma anche Call of Duty. In questo senso, il taglio di prezzo estivo lo si potrebbe vedere come un “facciamo fuori il vecchio modello” (in Giappone, per la cronaca, la console ha preso a vendere bene. Per i dati USA restate sintonizzati con i bonghi dell’intertron, visto che questa notte/giovedì arrivano i dati NPD).

Se così fosse, allora sì che ci sarebbe da divertirsi nel cercare di capire cosa diavolo stia succedendo dentro alla Fabbrica dei Videogiochi di Kyoto. Ma, per l’appunto, questo è argomento per un altro post. Magari quello che seguirà la conferenza del 13 settembre. Sempre che, in quella benedetta occasione, Iwata e compagni non decidano di fare l’unica cosa che ci pare sensata. Ossia annunciare tanti altri nuovi videogiochi. Nel caso, il post in questione avrà tutto un altro ritmo.


Addendum del Ravanelli

Finita qui e tutti a letto? No, povero Magistretti. Lui ne era convinto, dopotutto, al termine di una giornata spesa dietro ai lavori veri, era anche riuscito a portare a casa il pezzo per One|Game|Shot, no? Sì, volendo sì, ma invece no: poco più sopra si riporta la proposta di Roberto di rimandare a un futuro post ogni considerazione riguardante l’eventuale restyling del 3DS, io invece mi prendo la libertà di sporcare questa bella pagina bianca anticipando i tempi. Insomma, lavorando di fantasia e provando a deprimermi.

Le possibilità che il prossimo 13 settembre Nintendo presenti al mondo un nuovo modello di 3DS, dotato di default di un secondo stick analogico, esiste. Esiste perché mettere sul mercato un accrocchio ignobile come quello presentato sulle pagine di Famitsu, equivale a scoperchiare un vaso di Pandora.

Non si può far finta che non sia così: fin dal primo Dual Shock (1998, giusto?) gli sviluppatori sono abituati a pensare e proporre i loro giochi con un sistema di controllo che possa appoggiarsi a due stick analogici. All’annuncio delle caratteristiche di PSVita hanno, comprensibilmente, iniziato a fregarsi le mani: le conversioni saranno meno costose dal punto di vista mentale e del riadattamento, mentre le lezioni imparate in quasi quindici anni di doppio-analogico potranno garantire risultati anche nei giochi pensati appositamente per la console Sony. Ora che l’orrenda padella per 3DS si tramuta in realtà, l’idea che possa essere sottratta alle richieste degli sviluppatori è poco credibile.

Avete un cane? Avete mai provato a passargli a due metri di distanza dal naso una bisteccona? Siete riusciti a toglierla senza infilarvi del cotton-fioc nelle orecchie per attutire i guaiti disperati? Bravi, a Nintendo probabilmente andrebbe meno bene se provasse a fare la stessa cosa con gli sviluppatori di cui sopra. Anche se, figurarsi, essendo tutto sommato scritto nella storia che Nintendo se ne batte abilmente di tutte le richieste e le pretese delle case terze parti…

Se così fosse, cioé se davvero si tramutasse in realtà questo nuovo 3DS, con un annuncio tra una settimana, la situazione sarebbe deprimente e clamorosa. Voglio personalmente credere che anche l’ultimo dei leccatori di francobolli dell’ufficio amministrativo di Nintendo abbia il triplo della mia conoscenza del settore, tanto da evitare qualche dramma improvviso. Perché annunciare una nuova edizione di una console che il mercato sta solo ora incominciando ad accettare, sarebbe un autogol storico. A un mese esatto da un taglio di prezzo che aveva dell’incredibile, dopo che finalmente l’hardware inizia a lasciare copiosamente i magazzini di Nintendo… dicono che era tutto uno scherzo? Che quella versione della console va dimenticata e che ora ce n’è una tutta nuova che, signora mia, è una roba da leccarsi le orecchie? Assurdo.

Nintendo ha dimostrato negli anni di non aver alcuna paura nel proporre restyling assortiti delle proprie console da passeggio, ma sempre con una costante: le modifiche erano marginali, non rendevano il modello precedente obsoleto o palesemente arretrato. Introdurre un nuovo 3DS, con un sistema di controllo radicalmente potenziato rispetto al passato, equivale a rendere naturalmente incompatibili i giochi sviluppati per questo nuovo modello, se affrontati con quello “vecchio”. E parliamo di una console che ha debuttato in due mercati su tre alla fine di marzo, nemmeno sei mesi or sono. Intanto gli sviluppatori cosa dovrebbero fare? Sperare che davvero la gente esca e si compri quell’immensa tavoletta nera da appiccicare al sedere del vecchio 3DS? Puntare tutto su quello nuovo, dimenticandosi dei cinque milioni di 3DS già sul mercato?
Impossibile, troppo stupido. Anche per questa Nintendo.

5 commenti
  1. Zaru ha detto:

    No uè, ma siate ottimisti come l’unico articolo italiano dedicato al caso 3DS. Intanto si stanno costruendo una “Nintendo Indifference” niente male.

  2. Zaru ha detto:

    Rettifico. Siate ottimisti come l’unico articolo su scala mondiale ad aver preso la notizia della periferica come una sciocchezzuola “Perché i videogiochi sono fatti per divertire, non cadiamo in facili critiche :)” e altre sciocchezze retoriche. Si possono fare nomi?

  3. Bisogna fare i nomi.

  4. Ancora con quel fotomontaggio di te insieme a Miyamoto. Magiustra, basta :p

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