Wii: saldi finali e tutti a casa

Il nuovo Wii è il vecchio Wii, qualche centrimetro più "corto"

In occasione del più importante evento di settore in Europa, quella Gamescom teutonica che va chiudendosi proprio oggi, Nintendo ha annunciato l’imminente distribuzione di un nuovo modello di Wii. La console che ha riportato il marchio di Mario in cima alle classifiche di vendita, dopo una decina di anni passati a inseguire Sony, si appresta quindi ufficialmente a uscire di scena. Succederà, naturalmente, quando passerà il testimone a Wii U, con tutta probabilità entro la prossima estate, a meno di sorprese o di incidenti di percorso che possano rimandarne il lancio.

Il nuovo-vecchio Wii si presenterà in maniera sostanzialmente identica a quello che siede in qualcosa come 80 milioni di salotti in tutto il mondo. Poche le differenze, che dovrebbero limitarsi a un lieve ridimensionamento e all’assenza della basetta che permetta, oggi come oggi, al Wii di essere posizionato in senso verticale. Si abbasserà anche il prezzo, passando a 129 Euro? Non si sa. Qualche modifica di maggior rilievo interverrà, invece, nella componentistica della console, che in questa nuova (e ultima edizione) perderà la compatibilità con i giochi e gli accessori (controller) GameCube.

L’idea è chiara, prevedibile e anche condivisibile: da una parte si vuole capitalizzare al massimo il marchio vincente Wii, anche negli ultimi mesi di vita vera e propria (tutto ciò che verrà dopo il lancio di Wii U sarà il solito stato vegetativo indotto cui solo il mercato potrà staccare la spina quando deciderà che sarà venuto il momento), dall’altra si tenta di abituare gli acquirenti al futuro hardware. Non si spiega altrimenti la possibilità di disporre il nuovo-vecchio Wii solo orizzontalmente, come pare sarà il caso del Wii U. Se fosse davvero questo il caso, rimane da capire perché Nintendo ci tenga tanto a confondere in tutti i modi possibili i giocatori o potenziali tali… dopo la presentazione losangelina che ha provato (con successo) a “nascondere” la console vera e propria e le incomprensioni che ne sono seguite (“ma è una console o un nuovo accessorio?”), anche questa mossa pare discutibile.

Rimane comunque da registrare il primo restyling di una console Nintendo da casa da tempi immemori. A dirla tutta nessuna console “fissa” del team giapponese aveva mai ricevuto alcuna modifica estetica nei mercati occidentali. Se in patria sia il Famicom (da noi Nintendo Entertainment System) che il Super Famicom (Super Nintendo) erano stati rilanciati sotto nuove fogge in fase di pre-pensionamento, da queste parti non si era mai andati oltre al cassone grigio a 8-bit e alle curve bianche e morbide dello SNES. Così, mentre Sega e Sony perpetuavano la tradizione tra Mega Drive, Master System, PlayStation (poi PSone), PlayStation 2 (PStwo) e addirittura PlayStation 3 (quasi una super correzione in corsa, quella effettuata in occasione della PS3 Slim) e Microsoft seguiva a ruota con il recente Xbox 360… Nintendo lasciava perdere. Nintendo 64 e GameCube sono rimasti fedeli alla loro linea naturale.


La confezione "Family Edition", l'unico modo per comprare un Wii dall'autunno

Significativa, comunque, è in particolar modo la confezione che accompagnerà nei negozi il nuovo-vecchio Wii: scatola bianca, faccioni sorridenti, famiglie allegre Kinder-style e l’inclusione nel pacchetto (denominato Wii Family Pack) di Wii Sports e Wii Party. Insomma: ormai è andata, non si può certo pretendere che Nintendo riesca ad alterare la percezione che il grande pubblico ha di Wii (che è quella di una console pensata unicamente per utenti occasionali), quindi tanto meglio continuare a giocarci sopra senza paura. Se qualcosa dovrà cambiare, cambierà con Wii U.

Prima di salutare tutti, però, Wii proverà a farsi volere bene dai giocatori di vecchio (anzi, vecchissimo) stampo con una triplice infornata di giochi di ruolo dal sapore antico: Pandora’s Tower, The Last Story e quello Xenoblade disponibile in Europa da pochi giorni. Sono le uniche carte rimaste al colosso di Iwata per provare a farsi coccolare ancora da una certa fetta di utenza, che non rappresenta più quella predominante da tempo, visti i numeri che muovono i giochi di matrice marcatamente nipponica e soprattutto i GdR di questi tempi. Ma, come si suol dire, meglio che un calcio sui denti, no?

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