Buongiorno a tutti, come forse vi sarete già accorti da alcuni giorni la “notizia del giorno” di One|Game|Shot manca all’appello. Il motivo è valido e comprensibile: ci siamo rotti. No, quello era il secondo. Il primo è: abbiamo fatto rotta verso casa, unendo gli sforzi di One|Game|Shot a quelli della sua mamma grande, grossa e viola. Ovvero Dailyrando.it.
Quindi se volete continuare a seguirci e, ancora meglio, volete prendere parte attivamente alla ciancia sui videogiochi e queste cose qui, dirigetevi con la sicumera che vi è propria da quella parti. Che poi sono queste parti. Troverete ad attendervi tutta la gloria di alcune centinaia di utenti, alcuni pure attivi oltretutto. Venite, rovinate tutto, fate casino e commentate pure, se è il caso.
E grazie per l’attenzione prestata fino a oggi!

Non potevamo non farlo, pardon

Tempo addietro, sulle bigie pareti del carcere di NeoGAF un anonimo sviluppatore di videogiochi AAA scribacchiò una cosa del genere: «Ci sono stati dei licenziamenti anche in Neversoft. E ci sono anche voci che vogliono Luxoflux sul punto di chiudere. Sono tempi schifosi e i miei amici stanno perdendo i loro lavori. Buona fortuna a tutti noi… Detto questo, il funzionamento dell’industria dei videogiochi si è completamente ribaltato. Una rivoluzione tale non poteva non portarsi dietro delle vittime. Massimo rispetto per chi è riuscito a capire prima degli altri le nuove regole del gioco e a cavalcare l’onda, quella del casual, di Facebook e compagnia. Io non ci voglio proprio tornare in quella discarica che è lo sviluppo di giochi per console. Si fanno turni di lavoro massacranti su un progetto importantissimo, si vende un buon numero di copie e poi si viene liquidati». Che il lavoro in un team di sviluppo di quelli mediogiganti (o anche solo giganti) possa trasformarsi in un inferno lo sappiamo un po’ tutti. Lo abbiamo anche scritto da qualche parte qui su One|Game|Sinatra, tra l’altro, in un passato più o meno remoto (tipo qui). E, per averne un’ulteriore conferma, basta prestare un minimo d’attenzione a tre storie diverse ma anche no.

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Sorpresa: Resident Evil 6 arriverà il prossimo 20 novembre

Pare quasi l’attacco finale, la madre di tutte le battaglie, l’apocalisse che giustamente si copre di zombie: Capcom non ha un nome più importante da spendere ed evidentemente vuole giocarsela senza lasciare alcunché di intentato. A dirla tutta, sono pochi i marchi giapponesi che possono godere di un seguito planetario qual è quello di Resident Evil. Togli i soliti Mario e Zelda e rimarrai con la nebbiolina incerta di Metal Gear Solid e l’antica possanza di Final Fantasy. Capcom, che meglio di qualsiasi altra etichetta nipponica ha saputo giocarsi le carte della prima generazione in alta definizione, vuole andarsene provando il botto. Forse, oltretutto, vuole anche ricominciare col botto.

Resident Evil 6 darà un seguito al quinto, discusso e presto messo da parte, capitolo: tre anni e mezzo dopo. La sensazione è che fossero molte di più le stagioni che invece, effettivamente, si frapporranno tra quel quinto Resident Evil e questo. Primavera 2009, autunno 2012. Per intenderci: se Resident Evil 4 può (e deve) essere riconosciuto come il fondamentale passaggio evolutivo di una serie che, dopo, si è subito tornata a sedere su se stessa, è anche vero che tra il gioco originariamente previsto solo in formato GameCube e il suo predecessore, passarono ben sei lunghi anni. Cinque e mezzo, va bene, ma ci siamo capiti.

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La demo di Resident Evil Revelations è su 3DS, ora!

Piccoli passi: da qualche parte, in una libreria americana, esiste di sicuro un manuale con questo nome, dedicato a chi è terrorizzato dal nuovo. E allora vai di “piccoli passi”, così che non ti viene lo schioppone a cambiare il piede con cui scendi dal letto. E a dirla tutta, c’era o non c’era un grandioso pezzo dei vecchissimi Elio e le Storie Tese dedicato all’abitudinario? Quello in ascensore, ecco. Comunque sia, la storia dei piccolo passi va benissimo anche per descrivere l’atteggiamento di Nintendo di fronte a tutto ciò che è nuovo. Intendiamoci: dalle parti di Kyoto tutto ciò che non corrisponde alla tecnologia o al modello di business inizialmente concepito per il NES, è visto come nuovo. O come stregoneria, rock’n roll del diavolo, drogabrutto e via andando. Sta di fatto che solo oggi, e finalmente, nascono le prime demo per un sistema di gioco Nintendo. Succede su 3DS, il cui eShop ospita da un paio d’ore due download: Resident Evil Revelations e Cooking Mama 4.

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Due personaggi, un lui e una lei, devono incontrarsi e stringersi di amore: One and One Story

Perdonerete il ritardo e l’assenza: da due giorni One|Game|Seneca non propone la sua “notizia del giorno”. Ma solo perché siamo stati impegnati, in particolar modo a organizzare questa piccola ma, si spera, gustosa intervista a Mattia Traverso. Chi sarebbe Mattia Traverso? Domanda lecita: trattasi di tizio caio che, guarda un po’, ha partecipato con la sua piccola ma sontuosa (nell’animo e mica solo lì) produzione all’Independent Games Festival 2011. Si fosse limitato a partecipare, avremmo anche potuto chiudere un occhio, ma invece no. Ha deciso di fare il gradasso, pensa te, e addirittura di entrare nel novero degli otto partecipanti che potranno mettere in bella mostra le loro creature in occasione della Game Developers Conference del prossimo marzo a San Francisco. Insomma: in soldoni Mattia Traverso ha vinto e con lui, ovviamente (“l’Italia intera”? No, dannati tossici delle citazioni, no) One and One Story, il suo gioco. Un gioco fatto di ritmi, tempi e modi lievi, che non possono non riportare alla mente Braid (e ci spiega lui perché nelle righe che seguono), ma che hanno anche e soprattutto una propria identità. Vi consigliamo di spararvi giù per il gargarozzo questo One and One Story, attraverso le pagine di Armor Games, e quindi di sorbirvi pure l’intervista che andiamo tosti a incollare. E ci si scusi per i ritardi e le assenze, giustificate.

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Funhouse su 3DS? Qui da noi? E tra un mese? Troppa grazia.

Aggiornamento rapido e veloce per One|Game|Besciamella, oggi, visto che il crollo (o presunto tale) di THQ ci pareva una roba troppa grossa per poterla maneggiare a dovere. Se volete leggerne, comunque, potete buttare un occhio a questo pezzo qui.

Scavalcata la faccenda THQ e il Crollo dei Giganti, si resta un po’ con il cerino in mano. Ma anche no. Perché proprio a metà della settimana scorsa sui radar di One|Game|Papavero è stata individuata la confezione di un gioco per 3DS che mai e poi mai avremmo pensato di vedere. La confezione è quella incollata qui da qualche parte e, a una prima e distratta occhiata, non sembra niente di speciale. Lo sanno tutti gli appassionati di flipper elettronici, infatti, che Pinball Hall of Fame: The Williams Collection su 3DS c’è, eccome. C’è, ma solo negli Stati Uniti, dove questa raccolta di tavoli che hanno fatto la storia dei flipper tutti è stata pubblicata subito dopo il lancio della nuova console da passeggio di Nintendo. Ma caso vuole che il 3DS sia una macchinetta “region locked”. Che, sia detto per i profani, vuol dire che i giochi in versione a stelle e strisce non funzionano sulle console europee e su quelle giapponesi (e quindi, per la proprietà transitiva…). Tradotto: qui da noi i flipper della Williams su 3DS non li abbiamo visti e non li abbiamo potuti giocare, anche perché l’editore (Crave Entertainment) si è messo a ridere, quando qualche appassionato ha provato a chiedere notizie di un’edizione europea.

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Journey: provateci voi a dire che non è superbellissimo

“it’s about two strangers who meet online. They don’t know who they are or how old they are. All they know is, that is another human being”. Messa giù così, la definizione appena incollata, potrebbe facilmente riferirsi a un qualsiasi gioco online targato Nintendo. Invece no, invece le parole sono di Jenova Chen, che il mondo conosce quale director di Thatgamecompany, l’etichetta malamente nascosta dietro a due dei titoli per PlayStation Network più interessanti, caratteristici e invidiati della storia di PlayStation 3: flOw e Flower. Chen si riferisce, come facilmente intuibile, a Journey, il prossimo titolo di Thatgamecompany, atteso in un generico momento “x” della prossima primavera. E se l’attesa è tanta, perché lo stile e le sensazioni trasmesse dai filmati distribuiti fino a oggi sono roba da pelle d’oca o giù di lì, il mistero che circonda il progetto non è da meno.

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