I nuovi “roguelike”: si torna nelle segrete

Desktop Dungeons [Beta]

Un'immagine dalla versione beta di Desktop Dungeons

Molti fan dei cosiddetti ‘roguelike’, ultimamente, hanno messo in secondo piano questa loro passione, principalmente a causa della mancanza di (nuove) uscite di un certo spessore, o comunque in grado di stuzzicare la loro avida curiosità. Nel giro di pochi mesi, però, la situazione si è letteralmente ribaltata e i fan del genere si sono ritrovati a non saper quale roguelike scegliere per le loro piccole sessioni quotidiane. Ma andiamo con ordine…

Ad aprire le danze è stata la versione beta del rinnovato Desktop Dungeons, prodotto da QCF Design e già giocato sino alla nausea da migliaia di appassionati nella sua precedente incarnazione gratuita. Questa versione beta prefigura quella che sarà la nuova faccia del gioco, che diventerà a pagamento (ferma restando la perdurante disponibilità del fratellino minore, sempre ottenibile senza sborsare un centesimo) e approfondirà, migliorerà e amplierà le meccaniche di gioco sotto tutti i punti di vista possibili e immaginabili.

Il bello di Desktop Dungeons, a dire il vero, stava proprio nella sua semplicità e nella rapidità con la quale poteva essere affrontato, anche (e soprattutto) in sessioni di gioco brevissime, ma bisogna ammettere che i timori relativi a una (presunta) inutile complicazione del gioco si sono fortunatamente rivelati del tutto infondati. Il nuovo Desktop Dungeons, infatti, mette molta più carne al fuoco (e presenta anche un sistema di menu non particolarmente intuitivo), ma una volta scesi nelle segrete l’immediatezza e il divertimento della versione gratuita sono intatti e rendono pienamente giustizia al genio che alberga dietro il marchio QCF. Desktop Dungeons era un piccolo capolavoro, insomma, ed è rimasto tale.

Cardinal Quest

Cardinal Quest: la sorpresa augustina che non ti aspetti

Poco tempo dopo è venuto il turno di Cardinal Quest, scritto dallo sviluppatore indipendente Ido Yehieli e sbucato fuori praticamente dal nulla in un torrido pomeriggio di agosto. In questo caso, a dire il vero, i patiti del genere sono partiti con un po’ di diffidenza: parecchie persone, infatti, lamentavano l’eccessiva semplicità del gioco (che si preoccupa persino di scegliere automaticamente gli equipaggiamenti del protagonista) e la sua scarsa longevità, ma a quanto pare sono stati in molti a decidere di acquistare il gioco completo dopo una brevissima e convincente sessione di gioco con la versione dimostrativa.

Sebbene possa effettivamente apparire abbastanza sempliciotto, infatti, Cardinal Quest non manca di certo di atmosfera e – cosa ancor più importante – risulta alla prova dei fatti divertentissimo. Gli scontri sono veloci e serrati, l’esplorazione viene costantemente messa in primo piano, gli equipaggiamenti e gli incantesimi aggiuntivi incrementano la varietà dell’avventura e lo stile grafico minimalista è assolutamente delizioso. Per poco più di 3 Euro, in buona sostanza, farete fatica a trovare un roguelike di nuova generazione (ovvero accessibile e ad alto ritmo) più gradevole di questo.

Dungeons of Dredmor

Avete un account Steam? Dungeons of Dredmor è disponibile

Magari, però, potreste preferire qualcosa di più corposo, più cattivo, più ricco dal punto di vista grafico e più… mmm… professionale dei due roguelike sin qui trattati. In questo caso dovreste davvero dare un’occhiata a Dungeons of Dredmor, prodotto da Gaslamp Games e reperibile anche su Steam. È un gioco perfido, nel quale non si punta a una generica e vaga vittoria, ma – più semplicemente – alla sopravvivenza in un’ambiente ostile, ben disegnato, contorto, labirintico, pieno di insidie, farcito di tesori e, soprattutto, a dir poco spassoso.

Le meccaniche di Dungeons of Dredmor sono in fin dei conti classicissime, ma il perverso senso dell’umorismo che Gaslamp Games ha infilato a forza un po’ ovunque e la (benvenuta) cattiveria del gioco fanno compiere a questo roguelike un deciso passo in avanti, complice la gran quantità di opzioni disponibili per la personalizzazione dello sfortunato eroe dedito all’esplorazione delle segrete.

Hack, Slash, Loot

Partecipando alla beta di Hack, Slash, Loot potrete dare consigli allo sviluppatore

Quanto esposto sinora non vi è bastato, e volete altri roguelike con cui sollazzarvi negli ormai imminenti e bigi pomeriggi autunnali? Nessun problema: a breve, infatti, potrete mettere le grinfie su almeno un paio di nuove uscite. La prima è Hack, Slash, Loot, a cui fa (ovviamente) riferimento l’immagine che trovate qui sopra. È in fase piuttosto avanzata di sviluppo da parte del designer indipendente David Williamson ed è attualmente disponibile nella sua versione beta, liberamente scaricabile da chiunque voglia provare il gioco e suggerire all’autore eventuali migliorie e/o segnalare bug e incongruenze.

Hack, Slash, Loot fa parte della nuova scuola dei roguelike rapidi & semplici, ma ciò non gli impedisce di appassionare sin dai primissimi istanti. Merito della minuscola e carinissima grafica, forse, oppure dell’estensione delle segrete e dell’ostilità delle creature che le popolano, o magari della completezza e della pulizia che traspaiono da tutti gli elementi del gioco. Sia quel che sia, dovreste davvero seguirne attentamente lo sviluppo.

The Binding of Isaac

Dopo il successo di Super Meat Boy sarà la volta di The Binding of Isaac?

Si conclude in bellezza, infine, con The Binding of Isaac, in arrivo a settembre su Steam e, probabilmente, anche attraverso altri canali di distribuzione digitale. Trattasi di un incrocio tra un roguelike di stampo moderno e uno sparatutto (!) nel quale il disgraziatissimo protagonista dovrà farsi strada all’interno di un cruento mondo di gioco generato in maniera del tutto casuale. Ci saranno 14 boss, un’ottantina di oggetti speciali da raccogliere e utilizzare, più di cinquanta diversi tipi di avversari, otto livelli e una storia tanto raccapricciante quanto assurda.

Ciò che renderà davvero stressante l’attesa per The Binding of Isaac, a ogni modo, non sarà la sua struttura di gioco (tanto più che, almeno per il momento, non si è visto quasi nulla in merito), bensì il nome del suo autore, ovvero Edmund McMillen. Sì, il tizio di Super Meat Boy. Vi basta per cominciare a sentire il copioso e scrosciante flusso dell’acquolina in bocca?

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